Zanardi: “Con Zoff sino alle 3 di notte a raccontarci barzellette. Ballerini un uomo meraviglioso”

Zanardi: “Con Zoff sino alle 3 di notte a raccontarci barzellette. Ballerini un uomo meraviglioso”

Alex Zanardi ha vissuto almeno tre vite. E una carriera incredibile. L’atleta paralimpico analizza scenari e stati d’animo legati a un periodo complicato. E rivela diversi aneddoti.

di Redazione Il Posticipo

Alex Zanardi ha vissuto almeno tre vite. E una carriera incredibile simbolo di fatica e sacrificio. L’atleta paralimpico ha parlato ai microfoni di skysport per parlare con i tifosi analizzando scenari e stati d’animo.

OPPORTUNITÀ  – Zanardi parla della sua quarantena analizzando a tutto tondo lo scenario di una pandemia che ha messo in ginocchio l’Italia. Nessuno per come lui rappresenta l’icona di chi non molla. “Ho ansia per quanto accade in questo momento. In tanti mi indicano come esempio. Esserlo, credo significa essere riconosciuto come tale. La mia è una storia di orizzonti su cui puntare. Capire che direzione seguire, dove vogliamo andare.  Perdere le gambe sembra tutto tranne che un’opportunità. Quando è successo avevo già progettato le mie prospettive. Se si sa riconoscere qualcosa di buono e saper immaginare qualcosa ha originato il mio oro olimpico”.

TEST –  Zanardi vive il suo ritiro nello storico capannone dove studia sempre nuove soluzioni.  “La fatica che provo a volte supera quella di un iron man. A volte però si fonde con l’emozione e sentirti sfinito esalta. Mi è capitato spesso, nella vita, di arrivare in fondo e dire, poi, che ne valeva la pena paga. Nel 2016 ho avuto una flessione che va accettata. A Rio ho passato i 50 e dovevo prendere atto del calo. Però ho messo l’allenamento al centro delle mie giornate e mi ha consentito di replicare i migliori valori di sempre. Per quanto riguarda la guida, si accelera e si frena con la testa, bastava solo cambiare il modo di utilizzare gli strumenti”.

SORPRESA – Arriva anche un incontro a sorpresa. Quello con Dino Zoff da cui scaturisce un aneddoto. “I complimenti di Dino mi lasciano senza parole. A Roma dovremo organizzare una serata. L’ultima volta  che ci siamo visti, ci siamo raccontati barzellette sino alle 3 del mattino. Credo che l’ironia sia la chiave per affrontare i problemi, altrimenti le cose rischiano di non venire bene. Era più complicato essere Zanardi da giovane che adesso. Ballerini mi evoca tanti ricordi era un uomo meraviglioso”.

 

 

 

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