Ungheria, un circuito per grandissimi: Hamilton come Michael Schumacher

Ungheria, un circuito per grandissimi: Hamilton come Michael Schumacher

Hamilton come Mick: il pilota Mercedes ha deciso di ricordare Michael Schumacher e si è reso protagonista di una gara che ricorda molto da vicino quella del “Kaiser” di Maranello. Non è la prima volta, infatti, che le tre soste pagano sul circuito di Budapest.

di Redazione Il Posticipo

Anche Hamilton ha deciso di ricordare Michael Schumacher. Il pilota della Mercedes si è reso protagonista di una gara che ricorda molto da vicino quella del “Kaiser” di Maranello. Non è la prima volta, infatti, che le tre soste pagano sul circuito di Budapest. Il precedente risale al 1998 quando la Ferrari studia da grande squadra, affidata alle cure sapienti di Schumacher che ha già vinto due titoli mondiali e insegue il primo alloro iridato.

UNA SOSTA –  In quel Gran Premio Schumacher si trova a remare in quinta posizione dopo la prima curva ma è il più veloce in pista. Il problema è sempre il solito, in Ungheria. Sorpassare. Ma ci pensano dal muretto dei box. E si inizia a scrivere una storia fantastica: il Kaiser è il primo a fermarsi per il rabbocco e rientra dietro le due McLAren. La Ferrari vola ed è guidata da un “martello” capace di mantenere un ritmo insostenibile. Coulthard fatica a tenerlo e ci riesce solo grazie al contributo di un tracciato tortuoso. Intanto il calo della temperatura aiuta il ferrarista. Hakkinen mastica le gomme e perde terreno.

DUE… – LA Ferrari capisce che non può superare in pista, ma fa i conti, e bene, dal muretto. Seconda sosta al giro 43: al rientro la rossa gira anche due secondi più veloci degli avversari e può superarli quando si fermeranno nuovamente ai box. Quando tutti i battistrada completano la seconda tornata di pit stop, la Ferrari in testa. Ma c’è un problemino. Deve restarci…

SCACCO MATTO – E quando il cronometro si fa duro, i fenomeni iniziano a girare. Schumacher sa che deve accumulare un vantaggio tale da permettergli di restare davanti agli avversari fermandosi una volta in più ai box. In casa McLaren si sottovaluta il problema. Sono convinti di tornare davanti al tedesco: i conti, però, non sorridono alle frecce d’argento che devono tenere i tempi di un’astronave rossa guidata da un alieno. Schumacher riesce a mettere un margine di 23 secondi fra la sua Ferrari e quella di Coulthard. E ci riesce in appena 18 giri! Al 61esimo, arriva l’ultimo cambio gomme. Il tedesco si affida alla velocità dei meccanici che non tradiscono e lo rimettono in pista davanti al pilota britannico che chiuderà la gara con nove secondi di distacco dal ferrarista. Un capolavoro di strategia che ha aperto ed evidentemente ispirato la Mercedes. Hamilton in questo caso è anche riuscito nell’impresa di superare in pista. Una vera leggenda! Ancora scritta a Budapest.

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