Schumacher, da Parigi una speranza: secondo una testimonianza anonima sarebbe cosciente

Schumacher, da Parigi una speranza: secondo una testimonianza anonima sarebbe cosciente

Secondo quanto riportato da Le Parisien, un testimone che lavora presso l’ospedale dove è ricoverato il Kaiser parla di un tedesco cosciente. Una notizia da verificare, ma che darebbe tanta speranza…

di Redazione Il Posticipo

“Schmacher è cosciente”. Dalla Francia arriva una voce tutta da verificare di un testimone rigorosamente anonimo. Un sussurro. Una speranza. Un qualcosa cui aggrapparsi dopo anni di silenzio assordante. Il Mundo Deportivo rilancia una notizia apparsa su Le Parisien.

TESTIMONE -Il testimone sarebbe un impiegato del reparto di cardiologia. “Sì, è nella mia zona. E posso assicurarti che è cosciente”. Poche parole che secondo” Le Parisien” vanno prese con tutte le pinze del caso.  Nonostante il silenzio assoluto dell’ospedale George Pompidou di Parigi, dove Michel Schumacher sarebbe stato ricoverato per il trattamento con cellule staminali da lunedì, la notizia avanzata dal quotidiano “Le Parisien” ha generato speranza.

PRIVACY – Il Mundo Deportivo ha rilanciato la notizia. Resta da verificarla: del resto, per proteggere la privacy dell’ex campione del mondo, assente dalla vita pubblica dal suo grave incidente nel 2013, la struttura ha creato un vero e proprio bunker.  Anche la natura del trattamento terapeutico del campione tedesco è sotto il più stretto riserbo. L’unica certezza, che alimenterebbe le speranze, è nel nome del dottore che lo ha in cura. Si tratta di Philippe Ménasché, 69 anni, pioniere della terapia cellulare e responsabile dipartimento di chirurgia cardiovascolare dell’ospedale Georges Pompidou.

PIONIERE – Proprio lui, nei primi anni 2000, avrebbe testato i primi innesti di cellule staminali: l’utilizzo di questo tipo di cellule  può essere risolutivo in alcuni casi di  patologie. Il luminare ha fatto il grande passo nel 2014, quando ha eseguito il primo impianto di cellule cardiache derivate da cellule staminali. La famiglia non ha comunicato quale sia la cura a cui è sottoposto il campione tedesco. Resta dunque la speranza: che le parole del testimone siano vere.

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