Olimpiadi, Malagò: “Il Coronavirus ha dettato i tempi, non è detto sia a luglio 2021”

Olimpiadi, Malagò: “Il Coronavirus ha dettato i tempi, non è detto sia a luglio 2021”

Il presidente del CONI dopo la decisione di rinviare i giochi olimpici.

di Redazione Il Posticipo

Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport dopo la decisione di rinviare i Giochi Olimpici.

RINVIO – Una decisione epocale. Tokyo 2020, è slittato. Era nell’aria, è successo. “Dal 1896 non è mai successa una cosa del genere, se non per la guerra. Già questo fa capire l’eccezionalità del momento. Scarico 4-5 batterie del telefono al giorno. Provo a rispondere a tutti ovviamente anche con il CIO. Ho sempre saputo che stavano lavorando per trovare una soluzione. Andava trovata fra due soggetti: il governo Giapponese e il Comitato. A questo tavolo è arrivato un convitato di pietra, il Coronavirus, che ha dettato i tempi. Anche l’OMS ha detto che sia la cosa più giusta da fare. Molto complicato, riorganizzare il tutto. Non è detto che la cerimonia si farà il 24 luglio 2021. Chiuso il 2020 si potranno fare anche a maggio, ad aprile o a marzo. L’agenda è dettata dal Covid-19”.

DANNO – La pandemia è in crescita. Un apparato mastodontico come le Olimpiadi stride con i tempi. Ci si deve incastrare con i calendari. E alcuni atleti sono danneggiati per via della carta d’identità. “Non si possono accontentare tutti. Si tratta di una situazione lost-lost. Federica Pellegrini ha 32 anni, per una nuotatrice sono tanti, ma adesso può programmare la stagione. Elisa Di Francisca mi ha chiamato. Potrà raccontare al suo secondo bambino la meravigliosa esperienza. Capisco quanto sia dura per Aldo Montano, ma credo che non perderemo neanche lui per strada. Quando si avrà il via libera dell’OMS, tanto prima avremo la data in modo da garantire agli altri eventi. L’Olimpiade comanderà il calendario dell’anno prossimo. A cascata si adegueranno tutti”.

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