Olimpiadi, dall’Argentina arriva un “no” ai giochi di Tokyo. Muñoz: “Meglio sospenderli”

Olimpiadi, dall’Argentina arriva un “no” ai giochi di Tokyo. Muñoz: “Meglio sospenderli”

Eulalio Muñoz, maratoneta, è il primo atleta argentino a dire “no” ai Giochi Olimpici.

di Redazione Il Posticipo

Arriva il primo “no” ai giochi olimpici. Il “dissidente” è un maratoneta argentino. Eulalio Muñoz, come riportato da Olè, ritiene che Tokyo 2020 non debba disputarsi.

NO – La scelta ovviamente si lega al proliferare del Covid-19. L’epidemia divenuta pandemia ha paralizzato il mondo dello sport. Il Giappone, per ora, tiene duro e sembra determinato a confermare l’appuntamento previsto dal 24 luglio al 9 agosto sperando che il tempo (ormai poco, in realtà) giochi a favore dello sport. Diverse federazioni, però, hanno già manifestato alcune perplessità al riguardo. Ed Eulalio Muñoz è il primo argentino che ha detto “no” ai Giochi. Attraverso i suoi social network, il maratoneta, 24 anni, reduce da un ventinovesimo posto a Valencia,  ha assicurato che in questo momento lo sport debba pensare a tutelarsi. “ Con il mio allenatore abbiamo parlato dei Giochi Olimpici e crediamo che oggi la soluzione ideale sarebbe la sospensione dell’Olimpiade, poiché la cosa più importante al momento è la salute di tutto il mondo ”.

SCELTA – Il ragazzo, come tutti gli atleti, sognava di partecipare. Del resto, i giochi olimpici sono la massima espressione della sua disciplina: fra l’altro il maratoneta ha già in tasca il biglietto per la maratona con un personale di 02:11:21. Eppure, è pronto a rinunciare. “Il mio sogno, il nostro sogno è quello di essere alle Olimpiadi, ma non così, non a queste condizioni. Crediamo che questa situazione ci metta tutti in svantaggio e non sarebbe giusto per nessuno. Diverso tempo fa molti atleti di diversi paesi non si sono allenati per alcuni giorni e poi anche per noi è stato lo stesso. Oggi, la cosa più importante è che sta accadendo qualcos’altro e dobbiamo tutelare la salute di tutti. Spero che tutto possa finire presto, in modo che tutti possiamo tornare a fare ciò che amiamo così tanto”.

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