MotoGP, un mese dal via: la Honda va, la Ducati cresce e la Yamaha è in crisi nera

I tre giorni di test in Thailandia confermano che per il campionato MotoGP la Honda e Marquez restano i favoriti. Dovizioso è ottimista, mentre Rossi vede nero.

di Redazione Il Posticipo

A…tre giorni di pista dall’inizio del Mondiale, i test di Buriram (il tracciato da cui comincerà l’avventura 2018) delineano, più o meno la griglia di partenza della classe MotoGP. Nonostante qualche presenza indesiderata (un serpente che ha costretto la commissione test a mostrare la bandiera rossa ai piloti), è arrivato il tris della Honda, che sembra voler cominciare la nuova stagione esattamente come ha terminato quella precedente. Per riprendere il campione del mondo uscente Marquez, Dani Pedrosa e anche il combattivo Crutchlow restano tre giornate di prove in Qatar. Poi, tra un mese esatto. si parte. Tra preoccupazioni e situazioni incerte, ecco il borsino attuale della MotoGP, prendendo in esame le tre scuderie regine.

Il team campione resta sulla cresta…dell’Honda

Non c’è due senza tre e Pedrosa, tra un serpente e l’altro, ha rubato la scena a Marquez e anche il primato della pista di Buriram. Certo, il numero uno del 2017 parte ancora con i favori del pronostico in casa Honda ufficiale, anche perchè Pedrosa ha dimostrato lo scorso anno di alternare prestazioni ottime a errori incredibili. E se il trentatreenne di Sabadell non ha mai vinto un mondiale nella classe regina un motivo dovrà pur esserci. Per quello che riguarda i team satellite, la Honda RC213V sta facendo faville in mano al britannico Crutchlow, a cui la LCR ha confermato il sedile anche per il 2018 dopo le ottime prestazioni degli ultimi due anni. Una caduta e un po’ di preoccupazione per Franco Morbidelli, che ha forzato un po’ troppo ed è finito a terra nella seconda giornata. Per acclimatarsi c’è tempo, ma forse neanche troppo.

Yamaha, bocciatura thailandese

A differenza della scorsa stagione, quando Maverick Viñales aveva sorpreso tutti con due autorevoli vittorie nelle prime due gare, l’impressione è che quest’anno Rossi e compagni cominceranno inseguendo. Soprattutto considerando che il migliore nelle giornate di test è stato Zarco, il pilota del team non ufficiale. Rossi ha avuto problemi con l’elettronica, mentre Viñales, che pure si era distinto nelle prime due uscite, è improvvisamente caduto nell’anonimato, un po’ come nel Mondiale dello scorso anno. Il più sconsolato sembra il Dottore, che è stato chiaro: così non va e non ci sono miglioramenti. Il Qatar sembra l’ultima spiaggia per migliorare le prestazioni della YZR-M1. Altrimenti il decimo titolo per il numero 46, che sarebbe l’ottavo tra 500 e MotoGP, rischia di rimanere ancora una chimera.

In casa Ducati c’è chi scende e c’è chi sale

Il vice-campione del mondo Andrea Dovizioso ha vissuto una tre giorni altalenante, in cui le prestazioni in pista non hanno coinciso con le buone sensazioni che il centauro di Forlimpopoli ha più volte rimarcato per la stagione che verrà. Chi proprio non sembra essersi ancora ben adattato alla nuova Desmosedici è Lorenzo, che continua nel trend del 2017 a piazzarsi sempre in posizioni in doppia cifra. Bene, ma non è più una novità, Danilo Petrucci, che con la sua Ducati non ufficiale si presenterà al via con la solita voglia di dimostrare di non essere inferiore ai colleghi del team principale. Come sempre, la moto di Borgo Panigale sembra pagare sul tempo secco rispetto alla Honda, ma il passo gara soddisfa sia Dovi che Petrux, facendo ben sperare per l’avvio, sempre in Thailandia. Dove ci aspetta il semaforo verde di una gara che dirà molto in chiave mondiale MotoGP. Ovviamente, serpenti permettendo.

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