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Minardi: “Bello il GP al Mugello. Ferrari in ritardo, ma il pilota c’è. Alonso ha vinto meno di quanto meritasse”

L'imprenditore e proprietario dell'omonima scuderia che per prima diede un volante ad Alonso.

Redazione Il Posticipo

Giancarlo Minardi... a ruota libera: l'imprenditore e proprietario dell'omonima scuderia che per prima diede un volante ad Alonso  ha parlato ai microfoni di TMW Radio.

MUGELLO - Si parte, ovviamente, dal Gp del Mugello a settembre: "Bello che si corra al Mugello. È stato il nostro circuito perché si trova  a 75 chilometri da Faenza. Lo ritengo un tracciato interessante e molto utile per lo sviluppo della vettura. Ricordo il quinto posto di Martini nel 1982, ma anche altre soddisfazioni. a settembre dovrebbe essere ancora caldino, e un circuito così impegnativo metterà davvero alla frusta i piloti. Sono molto legato a quel circuito Per noi e il nostro automobilismo, è una bella vittoria. Mi auguro che quando sarà il momento, la Ferrari abbia accorciato il gap e che, avendo già conoscenza di un circuito difficile per chi non ci ha girato e complicato per la gestione delle gomme, possa regalarci una bella sorpresa".

FERRARI - A proposito di Ferrari. Avvio difficoltoso ma ripagato da un grande risultato: "In questo caso fortuna e qualità del pilota sono state determinanti per raggiungere un obiettivo impensabile al sabato pomeriggio. Questo fa morale e serve a una squadra che dovrà lavorare molto per recuperare il terreno perduto.  La realtà purtroppo è diversa. Speriamo che in Ungheria le novità permettano alla Ferrari di lottare con Red Bull e Mercedes. In una stagione così impegnativa non sarà facile recuperare il terreno perduto. Comunque il pilota c'è, se gli danno a disposizione una macchina ci farà divertire".

ALONSO - Alla Minardi si legano gli esordi di Alonso.  "Era un ragazzino, ma non scapestrato. Aveva 18 anni l'ho invitato a fare un test collettivo con la Minardi, a Jerez sotto un'acqua pazzesca ho dovuto fermarlo al terzo giro perché aveva già pareggiato i tempi degli altri che ne avevano completati trenta giri. Mi disse che ancora doveva prendere confidenza: quando completò anche lui i 30 giri, abbassò il tempo di cinque secondi. Fernando forse ha vinto meno di quanto avrebbe potuto. Gli auguro di cuore che sia un'avventura vincente".