L’impresa di un maratoneta argentino: 100 chilometri correndo per 7 ore nel giardino di casa

L’impresa di un maratoneta argentino: 100 chilometri correndo per 7 ore nel giardino di casa

Mariano Nieto, un 33enne argentino corridore di ultramaratona argentino ha coperto la distanza in uno spazio ridotto.

di Redazione Il Posticipo

Mariano Neto, 33 anni, ultramaratoneta argentino ha corso per 100 chilometri dentro il patio di casa correndo ininterrottamente per sette ore. Una impresa incredibile, ripresa dal quotidiano argentino “Olè”.

LEZIONE – Una scelta precisa, dettata dalla volontà “di dare l’esempio a chi infrange la quarantena per uscire per allenarsi”. Mariano ha percorso in totale più di 1.500 del patio di casa, fino al completamento dei 100 chilometri in un tempo finale di 07:04:21, in media 4,15 minuti per chilometro. “Dopo aver visto il numero di persone che escono di casa senza rispettare la quarantena, mi sono ripromesso di dimostrare che a casa possiamo fare tutto, anche correre per 100 chilometri”. Tutto è stato trasmesso in diretta su Instagram.

SFORZO – 100 chilometri sono di per sé tantissimi. Coprire la distanza girando in tondo per migliaia di volte è sfiancante anche dal punto di vista mentale oltre che fisico. Il protagonista ne era consapevole, ma è anche allenato a imprese impossibili. Di solito corre fra le montagne. “Sapevo che avrei dovuto affrontare una sfida contro la mia mente, più che con il  fisico. Ho scelto di non alzare mai il ritmo dopo aver trovato il passo con cui mi sono sentito  a mio agio. E mi sono concentrato sull’obiettivo finale”.

PASSIONE – La ricetta è semplice. “Se ti piace correre, puoi farlo ovunque. Ho visto persone che hanno corso cinque chilometri attorno al tavolo a casa. Quando corri su una montagna per 14 ore, la grande sfida è battere la testa.  Ci sono molte tattiche per distrarsi. Nel mio caso ne ho due: invento storie e non guardo l’orologio”. A proposito, l’ultima “raccomandazione” è nel non cercare scuse. ” Il tempo lo hai, lo si trova, se uno lo vuole davvero. Ho 32 anni e  lavoro. Il mio tempo da dedicare agli allenamenti è uguale a quello di tanti  altri, la differenza sta nel decidere di sfruttarlo”.

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