Il Vaticano sogna le Olimpiadi: la squadra di San Pietro punta a Parigi 2024

Il Vaticano sogna le Olimpiadi: la squadra di San Pietro punta a Parigi 2024

Una rappresentativa vaticana alle Olimpiadi. Del resto, se il Papa è un capo di Stato, perchè no? A spiegarlo è Monsignor Melchor Sánchez de Toca, ministro dello Sport della Città del Vaticano, che delinea i prossimi step per vedere la squadra di San Pietro già a Parigi 2024.

di Redazione Il Posticipo

Una rappresentativa vaticana alle Olimpiadi. Del resto, se il Papa è un capo di Stato, perchè no? A spiegarlo è Monsignor Melchor Sánchez de Toca, ministro dello Sport della Città del Vaticano, che parla con FrancsJeux e racconta i prossimi obiettivi dello sport dalle parti della Cattedra di Pietro. Una piccola rivoluzione, che potrebbe già cominciare dai giochi di Parigi del 2024. Il percorso non è semplice, ma una volta partito non dovrebbero esserci ostacoli per vedere un team bianco e giallo sotto i cinque cerchi.

SPORT E VALORI – “Lo sport professionistico è diventato un’industria, un gran mercato. Ed è qualcosa che dobbiamo tenere in conto. La gente si sente molto attratta dallo spettacolo dello sport e questo significa che è un qualcosa che tocca l’individue nel profondo. Noi possiamo aiutare lo sport ad adottare un codice etico, mettendo sempre le persone al centro, che deve essere un mezzo e non un fine. Una voce esterna, come quella della chiesa, può aiutare a comprendere meglio i valori fondamentali”. Dunque, spiega Monsignor Sánchez de Toca, non solo sport, ma anche valori. Una commistione che alla chiesa del nuovo millennio sembra interessare molto.

PROCESSO – Parlando degli step da compiere, il ministro vaticano dello sport spiega che si comincerà dall’atletica, visto che a inizio anno è nata l’Athletica Vaticana, la prima associazione sportiva del piccolo stato. “È un progetto a medio termine che comincia con l’atletica. Ho approfittato della mia visita a Montecarlo, in occasione del Forum della Pace e dello Sport, per andare alla sede della IAAF e stiamo studiando la nostra affiliazione. L’importante è ottenere il riconoscimento di una federazione internazionale, il processo poi diventerà più facile. E quando avremo cinque affiliazioni, possiamo pensare alla costituzione di un comitato olimpico nazionale”. E poi? Poi tutti alle Olimpiadi. “In Vaticano si praticano il calcio, il taekwondo e il cricket. Ovviamente il nostro comitato olimpico sarebbe quasi simbolico, perchè non vogliamo competere per le medaglie. Si tratta di dimostrare che i valori dei Giochi possono essere condivisi con i cristiani”. E chissà se un giorno qualcuno riporterà una medaglia a San Pietro…

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