F1, Villeneuve: “Vietato uscire, ma non pensare: gli ingegneri saranno al lavoro…”

F1, Villeneuve: “Vietato uscire, ma non pensare: gli ingegneri saranno al lavoro…”

Tre settimane consecutive a casa per la F1 è una vera e propria novità. Jacques Villeneuve, in quarantena come gli altri, parla della stagione che, prima o poi, verrà.

di Redazione Il Posticipo

Tre settimane a casa per la F1 è una vera e propria novità. Jacques Villeneuve, in quarantena come gli altri, parla della stagione che, prima o poi, verrà. Il principale dubbio, a suo avviso, è sul dove e sul quando si comincerà a correre.

CORONAVIRUS –  Villeneuve intervenuto a Sky Sport, invita a prendere atto della situazione legata alla condivisione del covid-19. E ad approfittarne, per certi versi. “Bisogna abituarsi a cosa è successo. Il problema è capire quando si comincerà. Gli ingegneri sono comunque al lavoro al computer. Si rischia di scendere in pista dopo due o tre mesi, ma è vietato uscire, mica pensare.  Credo che tutti i team stiano studiando nuove soluzioni. Mi sembra giusto sviluppare il regolamento dal 2022. La sosta ha fatto un bel danno, soprattutto per le scuderie piccole perché mancano i soldi provenienti dalle piste. La Williams era in difficoltà, sarà ancora più difficile”.

CAMPIONATO – Il lungo stop potrebbe portare anche a decisioni importanti. “I piloti faranno palestra, sono ben organizzati, conoscendoli, l’importante è che prendano lo stipendio. Certo, se resti due mesi a far nulla, capita di pensare troppo. Anche perché poi ci saranno tante gare uno dopo l’altra, per i piloti può essere pesante. Mi aspetto un campionato comunque gestibile. Se togli sei gare alle ventidue in programma non è un problema, anche se ci sono paesi in cui non si può più tornare. Per “recuperare” i Gp saltati si potrebbero utilizzare piste che non si usavano come Imola o Magny Cours”.

MONACO –  Qualche Gran Premio iconico è saltato. “Mi ha fatto effetto la cancellazione di Monaco ma non si può fare finta di nulla. E poi lì ci vuole un mese per preparare la pista. Non si poteva immaginare niente di diverso, meglio dire di no che forzare le date e spingere i tifosi a spostarsi per poi dover rinunciare. Anche per la gente un evento costa parecchi soldi. In attesa che si ricominci, io passo le giornate come tutti: cucino, mangio,faccio cose che normalmente si farebbero quando si è in casa”.

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