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Ducati non perdona: la parabola discendente dell’ex promessa Andrea Iannone

Con Ducati non si scherza. Lo sa bene Valentino Rossi, che con la rossa di Porgo Panigale ha passato due stagioni da incubo, lo sa ancora meglio Marco Melandri, che in pratica dopo l’esperienza ducatista, aveva quasi perso ogni stimolo per...

Patrizio Cacciari

Con Ducati non si scherza. Lo sa bene Valentino Rossi, che con la rossa di Porgo Panigale ha passato due stagioni da incubo, lo sa ancora meglio Marco Melandri, che in pratica dopo l'esperienza ducatista, aveva quasi perso ogni stimolo per restare in pista. Nonostante i precedenti illustri, Andrea Iannone non ha capito la lezione. Essere italiani in Ducati non è la cosa più facile per un pilota. Questione di storia, tradizione, ma anche di una meccanica e ciclistica difficili da interpretare e un team molto esigente e con una filosofia aziendale applicata anche al settore motorsport, che pur non avendo dato spesso ottimi risultati, è difficilmente integrabile nelle linee guida.

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