Chiappucci… indiavolato: “Ganna non è Indurain. Il meteo può falsare le tappe del Giro. E per lo scudetto della Juventus è dura…”

L’ex ciclista ha analizzato i temi calcistici e ciclistici. E non ha risparmiato qualche stoccata. 

di Redazione Il Posticipo

Claudio Chiappucci fra Giro d’Italia e campionato di calcio. L’ex ciclista ha analizzato i temi calcistici e ciclistici in un intervento a TMW Radio. E non ha risparmiato qualche stoccata.

GANNA – Lo scalatore ha parlato in primis di ciclismo: argomento Ganna. Il ragazzo è stato grande protagonista della tappa calabrese del Giro. Arrivano i paragoni con Indurain. “Certi paragoni mi fanno ridere. Tutti quegli alti adesso sembrano Induraina. Fra l’altro non hanno neanche  lo stesso stile, Indurain pedalava molto più agile. Non si possono comparare, sono totalmente diversi. Ganna, si vede, è molto bravo a cronometro, ma Indurain vinceva quelle da 60-70 chilometri, e senza l’aiuto di biciclette spaziali. Ganna deve ancora dimostrare tantissimo. Ad oggi è difficile che rimanga con i primi che puntano alla classifica in montagna. Diciamo che potrebbe somigliare a Indurain. Ganna lo vedo più un corridore da corse brevi, non so se dove ci sono salite lunghe e ripide possa restare a ruote con uno scalatore. Sarà comunque un bel corridore, potrà vincere tantissime gare, ma non so se è da Giro”.

RICORDI -I ricordi di Chiappucci sono diversi: “Miguel mi ha fatto passare diverse giornate difficili. Batterlo era complicatissimo. Era come scalfire una pietra. Sapevo che per me era impossibile batterlo alla crono, una specialità che mi faceva soffrire tantissimo. Convivere con “Miguelone” era faticoso anche a livello psicologico. Non è piacevole averlo alle spalle. E poi ritrovarselo davanti dopo le cronometro. Sapevi che ti veniva a prendere prima o poi. Ho potuto solo cercare di limitare i danni. Partivo battuto ma mi è servito per forgiare il carattere. Questo giro sarà condizionato dal meteo. Sarà impossibile andare oltre i duemila e ottocento metri. C’è neve, freddo, rischi e pericoli. Si rischiano diverse tappe falsate”.

JUVENTUS – Spazio anche per la “sua” Juventus. Ripartita da Pirlo: “Uno che è stato un grande campione, non è detto che poi diventi un grande allenatore. Così come un grande ciclista diventi un bravo tecnico. Hanno fatto una campagna acquisti discutibile, ma se gli si dà fiducia può fare bene. Conosce l’ambiente, speriamo abbia il carattere giusto per portare avanti questa Juve. Il club punta sempre la Champions e non è riuscita a vincerla neanche quando aveva una grande squadra. Dubito che quest’anno anche lo faccia. E Credo che sarà molto dura per lo Scudetto”.

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