Viaggi ad Auschwitz, abbonamenti ritirati e tante altre idee: ecco come i club combattono il razzismo sugli spalti

Ancora razzismo negli stadi e stavolta il caso diventa internazionale. Ma qualcuno ha cominciato a combattere. Molte squadre hanno deciso di agire, con programmi e idee che potrebbero essere copiati anche in Italia.

di Redazione Il Posticipo

Arresto

A volte però non basta l’intervento delle società e ci vuole un…tackle deciso da parte delle autorità. Come è avvenuto di recente a Liverpool. La stampa inglese dà la notizia dell’arresto di Gary Hyland, trentaduenne del Merseyside. Che il 6 agosto in una chat di tifosi del Liverpool aveva prima preso in giro l’egiziano per la sua abitudine di pregare a fine primo tempo, per poi postare un fotomontaggio in cui tutta la squadra di Klopp fa lo stesso. E alla proteste di qualche altro supporter, Hyland aveva risposto con un’altro fotomontaggio: quello di Salah con un giubbotto esplosivo, aggiungendo altri insulti al calciatore e alla comunità musulmana. Qualcuno però si è stancato e ha riportato i tweet alla polizia locale, che due giorni dopo ha provveduto ad arrestare l’uomo.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy