Viaggi ad Auschwitz, abbonamenti ritirati e tante altre idee: ecco come i club combattono il razzismo sugli spalti

Ancora razzismo negli stadi e stavolta il caso diventa internazionale. Ma qualcuno ha cominciato a combattere. Molte squadre hanno deciso di agire, con programmi e idee che potrebbero essere copiati anche in Italia.

di Redazione Il Posticipo

Viaggio

Lo scorso anno, il Chelsea ha ha lanciato una campagna di sensibilizzazione per i suoi tifosi, volta a cancellare da Stamford Bridge una volta per tutte le frange più razziste dei supporter dei Blues. Come riporta il Sun, chi verrà ritenuto colpevole dal club di Abramovich di comportamenti razzisti avrà due possibilità. Quella di vedersi togliere la possibilità di frequentare lo stadio oppure quella di partecipare ad attività alternative. E tra quelle proposte dal proprietario del Chelsea c’è anche una visita al campo di concentramento di Auschwitz. “Allontanare le persone dallo stadio non basta, non cambierà il loro comportamento. Noi invece diciamo loro ‘avete sbagliato, avete due possibilità: non venire più a Stamford Bridge o capire il vostro errore’”.

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