Il Posticipo
I migliori video scelti dal nostro canale

calcio

Tomori riscrive la storia: la Serie A non era un campionato per inglesi, tra flop, meteore e talenti iellati

HULL, ENGLAND - JANUARY 25:  Fikayo Tomori of Chelsea celebrates after scoring his team's second goal during the FA Cup Fourth Round match between Hull City and Chelsea at KCOM Stadium on January 25, 2020 in Hull, England. (Photo by Clive Mason/Getty Images)

Il passato insegna che la Serie A è ostica per i sudditi della regina Elisabetta, anche se gli ultimissimi precedenti fanno ben sperare...

Redazione Il Posticipo

Tomori

—  

Tomori segna contro la Juventus e in qualche maniera riscrive la storia degli inglesi in Serie A. Già, perché il passato insegna che la Serie A è ostica per i sudditi della regina Elisabetta. Anche chi è arrivato con i crismi del campione ha spesso sofferto l’adattamento al campionato italiano. Resta da vedere se il Milan deciderà di riscattarlo, ma intanto il difensore di proprietà del Chelsea ha dimostrato che in Italia ci può stare eccome. A differenza di molti connazionali, che hanno fallito…

Ex compagni

 (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
—  

Anche Young ha deciso di mettersi in gioco in Italia e ricalcando la scelta di Smalling, che ha fortemente voluto la Roma in estate. Il Anche il centrale giallorosso era stato accolto con un po' di scetticismo, ma è subito diventato un perno della squadra di Fonseca. Ora tocca a una altro suddito del campionato di Sua Maestà confermare che gli inglesi nel nostro campionato possono starci eccome.

Roma

 (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)
—  

A Roma sono felici di come Smalling si sia integrato, anche perchè hanno ancora negli occhi un flop di proporzioni epiche: il caso straordinario di Ashley Cole. L'ex terzino sinistro di Arsenal e Chelsea arriva nella Capitale nel 2014 e scoppia subito un grande amore... sui social. Il web lo elegge subito fenomeno mediatico per via di una foto di gruppo nella quale era stato immortalato quasi di profilo, distaccato dagli altri e con le mani conserte dietro la schiena. Il problema è che resta l'unico vero ricordo del terzino in giallorosso, visto che con la Roma gioca pochissimo e anche male, andandosene dopo una stagione e mezza.

Fiorentina

 (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
—  

L'esperienza di Micah Richards alla Fiorentina non è stata esaltante: l'ex capitano del Manchester City è arrivato in Italia nel 2014 in prestito oneroso. Con la maglia viola però il difensore non è riuscito a farsi notare e ha chiuso la stagione con 19 presenze (10 in Serie A, 7 in Europa League e 2 in Coppa Italia). L'anno dopo è passato all'Aston Villa con cui ha giocato fino allo scorso anno, quando il club è tornato in Premier e lui si è ritirato.

Inter

 (Photo by Clive Brunskill/Allsport/Getty Images)

(Photo by Clive Brunskill/Allsport/Getty Images)

—  

Inizio stentato, poi un continuo crescendo. L'Inter non ha dimenticato Paul Ince, che ha indossato la maglia dei nerazzurri tra 1995 e 1997 dopo essere stato acquistato dal Manchester United per 13,5 miliardi di lire. Ci aspettava grandi cose dal centrocampista che ha fatto fatica ad ambientarsi nei primi mesi, poi è riuscito a prenderci le misure diventando un punto riferimento (73 partite e 13 gol) prima di ritornare in patria, questa volta al Liverpool.

Juventus

—  

Anche la Vecchia Signora ha avuto il suo inglese: si tratta di David Platt, passato alla Juventus nel 1992-93 dopo l'anno al Bari. L'ex centrocampista ha collezionato 28 presenze coi bianconeri segnando 4 reti in totale: un bottino discreto, ma niente di scintillante. Con la maglia della Juve, Platt ha vinto la Coppa UEFA 1992-93, ma questo non è bastato per farlo rimanere a Torino. Poi il giocatore classe 1966 ha cambiato aria e si è trasferito alla Sampdoria.

Lazio

 (Photo by Michael Cooper/Getty Images)
—  

Pensi a un calciatore inglese in Italia e pensi a Paul Gascoigne: l'ex centrocampista del Tottenham è arrivato alla Lazio in cambio di 15 miliardi di lire e dal 1992 al 1995 ha collezionato 47 presenze in totale segnando 6 reti. "Gazza" ha fatto parlare di sé non solo col pallone tra i piedi, ma soprattutto per i suoi comportamenti fuori dal campo. In biancoceleste, però, ci si è messa di mezzo la sfortuna, che ha impedito alla Curva Nord di godersi i grandissimi colpi del talento ex Spurs.

Milan

 (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images)
—  

Una decina di anni fa anche David Beckham si è fatto vedere nel nostro calcio. L'ex centrocampista di Real Madrid e Manchester United ha indossato i colori rossoneri per due volte: nel gennaio-gennaio 2009 e sempre nello stesso periodo l'anno dopo approfittando della sosta della Mls, dove ha giocato con la maglia dei Los Angeles Galaxy. Beckham ha giocato 33 gare in totale coi rossoneri mettendo a segno 2 reti. Al Milan ci sono stati anche gli attaccanti Mark Hateley (dal 1984 ed il 1987, 86 partite e 21 reti, esperienza segnata dagli infortuni) e Luther Blissett (stagione 1983-84, 39 presenze e 6 gol): nessuno dei due è riuscito a lasciare il segno nella storia del club. Anzi, il secondo è stato a lungo...sinonimo di flop.

Napoli

 (Photo by Francesco Pecoraro/Getty Images)
—  

Chi si ricorda di Nathaniel Chalobah? Il centrocampista del Watford ha indossato la maglia del Napoli nella stagione 2015-16 collezionando 9 presenze e un gol segnato al Legia Varsavia in Europa League. L'anno dopo è ritornato al Chelsea.

Torino

 (Photo by Emilio Andreoli/Getty Images)
—  

Nell'estate 2016 il Torino ha preso in prestito Joe Hart dal Manchester City: il portiere è sceso in campo in 37 occasioni in quell'anno, ma non abbastanza per meritarsi la riconferma da parte dei granata. L'estate successiva l'estremo difensore messo ai margini da Guardiola è ritornato in Premier, questa volta al West Ham. Nell'agosto 2018 il Burnley lo ha acquistato a titolo definitivo per quasi 4 milioni di euro.