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Tabarez, come lui nessuno mai: sale a quota 200 panchine con l’Uruguay e tutti gli altri restano dietro

Oscar Washington Tabarez Silva 'festeggia' la sua duecentesima panchina con l'Uruguay con l'eliminazione in Copa America. Nessuno come lui ma qualcuno... ci è andato vicino.

Redazione Il Posticipo

(Photo by Richard Heathcote/Getty Images)

Uno non viene chiamato El Maestro per caso. No, un maestro è qualcuno che sappia impartire una lezione e farla comprendere appieno dai sui discenti e... sì, Oscar Tabarez è un vero maestro. Perché non importa che la Celeste sia stata eliminata ai rigori dal Perù, non importa il numero impressionante di legni colpiti durante la gara. Nessun rammarico. Bisogna lottare, cadere e rialzarsi. E lui, nonostante le batoste della vita, non ultima la diagnosi della sindrome di Guillain-Barré, insegna proprio questo si è sempre rialzato arrivando a sfondare il muro delle 200 presenze sulla panchina della sua nazionale. Come lui, nessuno mai e qualcuno ci è andato piuttosto vicino,

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