Oltre alle mani c’è di più: i portieri goleador

Oltre alle mani c’è di più: i portieri goleador

Vanja Milinkovic-Savic, estremo difensore del Torino, ha rischiato di entrare a far parte di un ristretto club: quello dei portieri goleador non per caso!

di Francesco Cavallini

Punizione fortissima, calciata da Milinkovic-Savic, che si infrange sulla traversa. All’apparenze, nulla di particolarmente speciale. Se non fosse che non stiamo parlando di Sergej, il centrocampista della Lazio, ma di suo fratello Vanja, che gioca nel Torino e nella vita fa il portiere. Nel finale della partita di Coppa Italia contro il Carpi, il classe ’97 si è diretto verso il pallone ai quaranta metri e si è preso la responsabilità di calciare in porta il tiro da fermo. C’è voluta la traversa, che starà ancora tremando, per togliergli la gioia del gol. Ma Vanja è giovane e di certo avrà tempo e modo di entrare nel club dei portieri goleador, di cui oggi vi raccontiamo i membri più illustri.

5. Hans-Jörg Butt

Qualche numero di Butt: 496 partite giocate, 29 reti. Diciamo una ogni 17 match, una media da mediano o da difensore che salta sui calci piazzati. E invece no, perchè Butt, chiaramente, faceva il portiere. Ma tirava i rigori, anzi, nel caso dei suoi anni all’Amburgo era IL rigorista della squadra, sfiorando una storica doppia cifra in Bundesliga nella stagione 1999-2000. Tra l’altro, Butt vanta una statistica molto particolare: ha segnato tre volte alla Juventus, con tre squadre diverse (Amburgo, Bayer Leverkusen e Bayern Monaco). Roba che non è mai riuscita neanche a molti attaccanti!

4. Jorge Campos

Ecco, a proposito di attaccanti, se Campos fosse un portiere o un bomber, non è mai stato semplice capirlo. Il messicano era il classico esempio di portiere volante e ci sono stati casi in cui ha giocato parte della partita tra i pali, per poi passare a guidare l’attacco nell’area avversaria, cambiando il numero 1 con l’11. Per ben 34 volte il collega dell’altra squadra ha dovuto raccogliere la palla dal sacco per “colpa” di Campos, che a causa di questa rarissima versatilità è diventato una leggenda durante la sua carriera. Oltre che, ovviamente, per le sue sgargianti divise, che lo rendevano particolarmente riconoscibile in tutto il mondo.

3. Renè Higuita

Higuita, per tutti lo scorpione. Ma quello strambo stile di parata non è l’unica caratteristica che ha contribuito alla fama mondiale del portiere colombiano. In 25 anni di carriera, Higuita si è sempre distinto per essere uno dei primi portieri a partecipare parecchio al gioco, per essere un estremo difensore. E partecipare significa anche segnare: 41 reti per lui, alcune delle quali anche di splendida fattura. Come ad esempio quella contro il River Plate in semifinale di Libertadores. Un calcio di punizione che magari stilisticamente non è perfetto, ma lascia di stucco il portiere avversario e manda in visibilio il pubblico.

2. José Luis Chilavert

Precursore di Higuita, con cui ha in comune una personalità al limite dell’esplosivo, Chilavert vanta ben otto reti con la nazionale del Paraguay, ma soprattutto è l’unico portiere della storia ad aver realizzato una tripletta. Parliamo del 1999, quando durante il derby tra Vélez Sarsfield e Ferro Carril Oeste l’estremo difensore trasforma ben tre penalty nel 6-1 finale. Ma anche su calcio di punizione, Chilavert si è sempre fatto rispettare. Per informazione chiedere al River, colpito a sorpresa da oltre sessanta metri, per uno dei gol leggendari della storia del calcio argentino.

1. Rogerio Ceni

Ma il migliore di tutti, recordman incontrastato e finora irraggiungibile, resta Rogerio Ceni, che con 131 reti è il portiere più prolifico della storia. Sessantanove centri su calcio di rigore (record), ma ben sessantuno su calcio di punizione (ovviamente, record anche questo). Tutti i suoi gol, tra l’altro, sono stati realizzati con la stessa maglia, quella del Sao Paulo, a cui Ceni ha donato la sua intera carriera. Ben 1237 match in ventitré stagioni, quattro delle quali il portiere le ha terminate in doppia cifra. Memorabile il suo 2005, quando termina l’anno da capocannoniere della squadra con 21 reti, ben cinque in più di Marcio Amoroso e addirittura dodici più di Grafite. Due che, tanto per fare paragoni, sono stati capaci di vincere la classifica marcatori della Serie A e della Bundesliga…

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