I numeri hanno sempre ragione: miracoli della differenza reti

I numeri hanno sempre ragione: miracoli della differenza reti

A parità di scontri diretti, a mettere a riparo la Juventus nei confronti del Napoli è la differenza reti. Un valore in grado di fare la differenza tra gloria e delusione, tra salvezza e retrocessione. O persino di non contare assolutamente nulla!

di Francesco Cavallini

QUANDO NON SERVE

 

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Ci sono però anche dei casi in cui la differenza reti non serve davvero a nulla. E non solo per dirimere un arrivo in volata, ma anche per stabilire la bontà di un campionato. Si può, ad esempio, vincere il titolo con differenza reti negativa? Certo, ci è riuscito il Coritiba nel Brasilerao 1985. Grazie alla strana struttura del torneo, il club paranaense riesce ad aggiudicarsi il campionato segnando 25 reti e subendone 27, con un ottimo -2 totale. Ma vale anche il concetto opposto. E per spiegarlo bisogna tornare al Manchester City. Che nel 1937/38 diventa l’unica squadra nella storia del campionato inglese a retrocedere da campione in carica (!), con differenza reti positiva (+3), ma anche e soprattutto avendo il miglior attacco della First Division. Segnale che i numeri hanno sempre ragione, ma fino a un certo punto!

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