Padoin e gli altri, vincenti ma…per caso: i comprimari con una bacheca strapiena di trofei

Si ritira Simone Padoin, portabandiera dei calciatori non eccelsi, ma che hanno saputo interpretare e tradurre il “carpe diem” in campo. Al momento giusto e nelle squadre giuste. Il calcio premia chi ci mette anima e corpo, anche se non brilla di classe cristallina…

di Redazione Il Posticipo

INSOSTITUIBILE

(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Comprimari che diventano campioni. Non tanto per eccellenza in campo, ma per aver saputo cogliere l’attimo. Quando si dice al posto giusto al momento giusto: storie di calciatori che non sono esattamente dei fenomeni ma che hanno interpretato al meglio il concetto del “carpe diem” applicato al calcio, vincendo molto di più rispetto alle qualità tecniche. Come ul calciatore che con la Juventus che da solo ha vinto più scudetti di Roma e Lazio messe insieme, doppiando gente come Baggio e Platini. È il paradosso di Simone Padoin, insostituibile, sino a un certo punto, mediano della Signora, capace di resistere in bianconero per qualcosa come cinque stagioni, in cui ha anche vinto tre Supercoppe e due Coppe Italia. Ora si ritira, ma con la bacheca stracolma. Come molti altri colleghi.

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