Osimhen, CR7 e gli altri: quando il pallone salva dalla povertà, dalla guerra o da una vita difficile

La bella vita dei calciatori nasconde spesso tutte le enormi difficoltà vissute per arrivare all’apice del successo. A volte si tratta di vere e proprie lotte giornaliere per sopravvivere, per dei ragazzi che però trovano nel calcio la via di salvezza.

di Redazione Il Posticipo

Osimhen

(Photo by SSC NAPOLI/SSC NAPOLI via Getty Images)

“Mia madre è mancata quando ero piccolo, tre mesi dopo mio padre ha perso il lavoro. E’ stato un periodo molto difficile per me e i miei fratelli e sorelle, dovevo vendere acqua nelle strade trafficate di Lagos per poter sopravvivere. E’ stato molto difficile, così come il posto da cui sono venuto. E’ un luogo in cui non c’è speranza, dove nessuno ti dice di credere in te. Il calcio è diventata l’unica speranza per me e la mia famiglia”. Parola di Victor Osimhen, nuova stella del Napoli. Che in un’intervista ai canali ufficiali del club spiega che il calcio a volte non è solo un modo di diventare ricchi e famosi, ma un qualcosa che permette di sfuggire da una vita che invece racconta altro. Povertà, guerra, storie familiari che fanno rabbrividire. Per molti, il calcio significa riscatto. Vuol dire, attraverso una palla che rotola, smettere di vedere la propria vita…andare a rotoli. Come accaduto a parecchi altri colleghi.

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