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Messias, CR7 e gli altri: quando il pallone salva dalla povertà, dalla guerra o da una vita difficile

La bella vita dei calciatori nasconde spesso tutte le enormi difficoltà vissute per arrivare all'apice del successo. A volte si tratta di lotte giornaliere per sopravvivere, per dei ragazzi che però trovano nel calcio la via di salvezza.

Redazione Il Posticipo

CROTONE, ITALY - DECEMBER 12: Junior Messias of Crotone celebrates after scoring his team's opening goal during Serie A match between FC Crotone and Spezia Calcio at Stadio Comunale Ezio Scida on December 12, 2020 in Crotone, Italy. (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

Un ex muratore che diventa un calciatore del Milan all'età di trent'anni. Una storia da favola quella di Junior Messias, che qualche anno fa giocava in Eccellenza e per mantenersi ha dovuto abbinare più di un lavoro "normale" al calcio, come anche quello da fattorino porta a porta. Un'esperienza che spiega che il pallone a volte non è solo un modo di diventare ricchi e famosi, ma un qualcosa che permette di sfuggire da una vita che invece racconta altro. Povertà, guerra, storie familiari che fanno rabbrividire. Per molti, il calcio significa riscatto. Vuol dire, attraverso una palla che rotola, smettere di vedere la propria vita...andare a rotoli. Come accaduto a parecchi altri colleghi.