Soldi, soldi, soldi! – Le cinque clausole rescissorie che hanno fatto la storia

Soldi, soldi, soldi! – Le cinque clausole rescissorie che hanno fatto la storia

Una prassi che prima era tipica del campionato spagnolo (che adesso l’ha resa obbligatoria) ha ormai preso piede in tutto il mondo. L’ultimo caso è il rinnovo di Messi, con clausola da settecento milioni di euro.

di Francesco Cavallini

Clausole, clausole ovunque! Una prassi che prima era tipica del campionato spagnolo (che adesso l’ha resa obbligatoria) ha ormai preso piede in tutto il mondo e ora, quando si firma un contratto o un rinnovo, spesso e volentieri si aggiunge una piccola postilla che indica quanto debba pagare un calciatore per liberarsi dall’accordo e diventare, in teoria, un costosissimo free agent. Ora le negoziazioni tra club e procuratori sembrano vertere più spesso sulla clausola rescissoria che sull’effettivo stipendio percepito dal giocatore. Che punta sempre ad una cifra bassa, mentre l’interesse della società è blindare il proprio asset. Ecco qualche esempio di clausole rescissorie passate alla storia.

5. Higuain (94 milioni di euro)

I 94 milioni sborsati in due tranche dalla Juventus per assicurarsi le prestazioni di Gonzalo Higuain hanno sostituito nell’immaginario collettivo partenopeo i più celebri trenta denari. Quando Aurelio De Laurentiis ha fatto firmare il rinnovo al suo bomber, entrambe le parti erano abbastanza soddisfatte dell’accordo raggiunto. Il presidente del Napoli sapeva che se avesse perso il proprio attaccante avrebbe avuto un rientro economico non indifferente. Il Pipita, dal canto suo, era consapevole che quella cifra era molto alta, ma non abbastanza per scoraggiare acquirenti importanti. E alla fine, probabile che l’apposizione di quella clausola abbia fatto molto felici entrambi.

4. Neymar (222 milioni di euro)

Al momento di sottoscrivere il proprio contratto con il Barcellona, Neymar (acquistato dal Santos attraverso, toh, clausola rescissoria) ha visto il prezzo della sua libertà contrattuale raggiungere i 190 milioni, poi divenuti 222 al momento del rinnovo. Sembrava quasi una cifra gettata lì a casaccio, nella consapevolezza che nessuno si sarebbe spinto a tanto per assicurarsi le prestazioni di O’Ney. Ma al Camp Nou nessuno aveva fatto i conti con i potenti mezzi del Paris Saint-Germain (e del Qatar). E così nella scorsa estate il calciatore ha potuto riscattare il suo cartellino per quella stratosferica somma ed accasarsi nella Ville Lumiere. Da questo affare però il Barça ha imparato qualcosa, come vedremo più avanti…

3. Denilson (circa 370 milioni di euro)

La madre di tutte le clausole rescissorie, stipulata nell’ormai lontano 1998, quando il Betis Siviglia si assicurò le prestazioni di Denilson, che sembrava dover essere il futuro del calcio e della nazionale brasiliana. Per lui un contratto monstre della durata di undici anni, ma soprattutto la certezza che per strapparlo agli andalusi senza il consenso della società sarebbero serviti 750 miliardi di lire. Visto com’è finita la carriera di Denilson (una Coppa del Mondo da riserva e una Copa del Rey con il Betis), probabilmente il brasiliano va considerato uno dei maggiori flop economici della storia del calcio. A lui va però il merito di aver portato alla ribalta lo strumento delle clausole rescissorie, che da quel momento hanno animato ancora di più le operazioni di calciomercato.

2. Messi (700 milioni di euro)

E alla fine, rinnovo fu. Tra annunci, smentite e qualche voce di troppo, alla fine Leo Messi ha rinnovato fino al 2021 il suo contratto con il Barcellona. E importa poco che alla fine del nuovo accordo la Pulce avrà appena compiuto 34 anni, vista la faccenda Neymar i catalani si sono voluti cautelare, apponendo sul nuovo contratto una bella clausola da 700 milioni di euro. Una cifra inavvicinabile per chiunque, compreso il PSG. Gli unici che potrebbero arrivare a pagare questa penale sarebbero forse i club cinesi, ma per quanto Messi possa essere il veicolo ideale di propaganda calcistica per il governo, pare abbastanza improbabile che l’investimento venga approvato dal Partito Comunista Cinese.

1. Cristiano Ronaldo (1 miliardo di euro)

E se il secondo è Messi, il primo, neanche a dirlo, è CR7. Che stavolta però non è solo, ma in buona compagnia. Il duo d’attacco Ronaldo-Benzema, esattamente quello che nella Liga 2017/18 ha finora segnato la bellezza di DUE reti, domina la classifica delle clausole più costose di tutti i tempi, arrivando al miliardo di euro. Il rinnovo del portoghese ha lanciato poi la moda delle clausole rescissorie galactiche all’interno della rosa del Real. Per portare via dal Bernabeu Marco Asensio ci vogliono 700 milioni di euro, esattamente quanti per Isco. Seguono a 500 Bale e Modric, ma anche Carvajal e Kroos si difendono bene rispettivamente con 350 e 300 milioni di clausola.

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