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Mendy, CR7 e gli altri: quando il pallone salva dalla povertà, dalla guerra o da una vita difficile

La bella vita dei calciatori nasconde spesso tutte le enormi difficoltà vissute per arrivare all'apice del successo. A volte si tratta di lotte giornaliere per sopravvivere, per dei ragazzi che però trovano nel calcio la via di salvezza.

Redazione Il Posticipo

WOLVERHAMPTON, ENGLAND - DECEMBER 15: Edouard Mendy of Chelsea  during the Premier League match between Wolverhampton Wanderers and Chelsea at Molineux on December 15, 2020 in Wolverhampton, England. The match will be played without fans, behind closed doors as a Covid-19 precaution. (Photo by Michael Steele/Getty Images)

Anno 2014, in fila al centro per l’impiego dopo aver lasciato la propria squadra. Anno 2021, in finale di Champions League da protagonista, con la maglia del Chelsea, dopo aver fermato il Real Madrid di Benzema e Zidane. La storia di Mendy, portiere dei Blues, spiega che il calcio a volte non è solo un modo di diventare ricchi e famosi, ma un qualcosa che permette di sfuggire da una vita che invece racconta altro. Povertà, guerra, storie familiari che fanno rabbrividire. Per molti, il calcio significa riscatto. Vuol dire, attraverso una palla che rotola, smettere di vedere la propria vita...andare a rotoli. Come accaduto a parecchi altri colleghi.

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