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La depressione: quando il peggior avversario di un atleta è se stesso

Ansia, paure, dolore e depressione sono compagni più comuni di quanto si possa pensare per un atleta professionista. Lo ha spiegato la tennista Naomi Osaka, che si è ritirata dal Roland Garros. Ma anche i calciatori hanno le loro storie...

Redazione Il Posticipo

(Photo by Ricardo Ceppi/Getty Images)

I soldi, le vittorie, la notorietà non fanno la felicità. Lo ha spiegato la tennista NaomiOsaka, che si è ritirata dal Roland Garros perchè in lotta con la depressione con le pressioni che l'essere una stella della propria disciplina comporta. Il suo caso, del resto, è solo l'ennesima dimostrazione che la lotta contro se stessi è un destino che accomuna molti atleti. E anche i calciatori hanno le loro storie, persino uno tra i migliori di tutti i tempi. DiegoMaradona, a quanto hanno detto i suoi amici più cari, è morto da solo. Si è lasciato andare. Vittima di sé stesso. Un avversario che non ha potuto dribblare. Impossibile, anche per il dio del calcio, dribblare i propri demoni. E anche altri colleghi hanno avuto problemi...