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Klopp e Simeone, ma non solo: allenatori agli antipodi, quando il calcio è anche filosofia…

Redazione Il Posticipo

 (Photo by Marco Luzzani - Inter/Inter via Getty Images)

Conte è abbastanza simile...a Mourinho. Come lo Special One, lavora moltissimo sulla mente dei calciatori oltre che sugli schemi. Non a caso spesso le sue vittorie nascono dalle macerie, o da squadre che hanno bisogno di riprendere fiducia. Conte allena e manda i suoi in “missione”. Le sue squadre sembrano quegli eserciti in cui o si vince o si muore. Due anni fa si è scontrato con Sarri, tecnico altrettanto intransigente, ma con gli schemi e i moduli. Il suo calcio è per specialisti. Nel suo scacchiere tattico i ruoli sono ben definiti. O si è, o non si è. Il 4-3-3 è il marchio di fabbrica riconoscibilissimo, a metà fra Sacchi e Guardiola. E se gli si poteva imputare di non aver vinto ancora nulla, l'Europa League sollevata con il Chelsea e lo scudetto con la Juventus hanno riempito la bacheca.