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Ibra e…una buona parola per tutti, tra religione, autostima e polemiche

Gli anni passano, ma Zlatan Ibrahimovic resta sempre lo stesso, in campo e fuori. Tra dimostrazioni di modestia, risposte piccate e attacchi agli avversari, il campionario è lungo.

Redazione Il Posticipo

(Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
 (Photo by Handout/UEFA via Getty Images)

Gli anni passano, ma Zlatan Ibrahimovic resta sempre lo stesso, in campo e fuori. E come sempre, guai a farlo arrabbiare, soprattutto se la partita non va come dice lui. Sanremo conferma la prosopopea di un campione che ha persono coniato un suo verbo... Zlatanare. Ovvero dominare, avere la meglio sull'avversario e instillare un ceruo tipo di mentalità. Più forte anche nelle sconfitte. Del resto le dichiarazioni del Colosso di Malmö destinate a passare alla storia sono parecchie, tra dimostrazioni di modestia, risposte piccate e attacchi agli avversari, il campionario è lungo. L'ultima è il modo in cui Ibra festeggia il ritorno in nazionale svedese: il ritorno...di Dio. E dire che in carriera ha detto anche

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