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Ibra e…una buona parola per tutti, tra la morte del calcio, la religione, l’autostima e le polemiche

Gli anni passano, ma Zlatan Ibrahimovic resta sempre lo stesso, in campo e fuori. Tra dimostrazioni di modestia, risposte piccate e attacchi agli avversari, il campionario è lungo.

Redazione Il Posticipo

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Gli anni passano, ma Zlatan Ibrahimovic resta sempre lo stesso, in campo e fuori. E come sempre, guai a farlo arrabbiare, soprattutto se la partita non va come dice lui. La volontà di lasciare il calcio? No, non c'è, perchè senza di lui, parola di Ibra, il calcio muore. Un'esagerazione? Forse, ma l'ennesima frase che conferma la prosopopea di un campione che ha persino coniato un suo verbo... Zlatanare. Ovvero dominare, avere la meglio sull'avversario e instillare un certo tipo di mentalità. Più forte anche nelle sconfitte. Del resto le dichiarazioni del Colosso di Malmö destinate a passare alla storia sono parecchie, tra dimostrazioni di modestia, risposte piccate e attacchi agli avversari, il campionario è lungo.