Guerra, delinquenza, povertà: quando il pallone salva da un’infanzia difficile

Guerra, delinquenza, povertà: quando il pallone salva da un’infanzia difficile

La bella vita dei calciatori nasconde spesso tutte le enormi difficoltà vissute per arrivare all’apice del successo. A volte si tratta di vere e proprie guerre, oppure di sfide giornaliere per sopravvivere, per dei bambini che trovano nel calcio la via di salvezza.

di Redazione Il Posticipo

Fuga dalla guerra

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Un’infanzia difficile, in grado di creare un uomo senza paura. Pjanic, fuggito dalla Bosnia da bambino per vivere a Lussemburgo, non ha certo vissuto anni semplici, costretto a lasciare il suo Paese per provare a vivere una vita normale. In una famiglia povera, il pallone era l’unico giocattolo che i genitori potevano permettersi di comprare: con il senno di poi, è stata una fortuna. In giovane età, il centrocampista è sempre apparso più bravo degli altri, tanto da dover rifiutare a 18 anni la chiamata di Domenech, che lo voleva vestire con la maglietta della Francia invece che con quella della sua Bosnia. E tanti altri come lui sono stati salvati dal pallone…

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