Gerson, Gabigol e gli altri…profeti in patria: fortissimi, ma soltanto lontano dall’Europa

Gerson, Gabigol e gli altri…profeti in patria: fortissimi, ma soltanto lontano dall’Europa

Gerson, irriconoscibile. In meglio. Come è accaduto a tanti altri suoi connazionali, arrivati nel Vecchio Continente convinti di spaccare il mondo, ma che al di fuori del Brasile hanno lasciato a desiderare, per una ragione o  per l’altra.

di Redazione Il Posticipo

GERSON

Gerson, irriconoscibile. In meglio. Il calciatore brasiliano, arrivato in Italia con tanto di clausola per il Pallone d’Oro si trova improvvisamente, dopo la bocciatura del nostro campionato, ad essere un uomo mercato. La maturazione tecnico tattica del calciatore ha stupito tutti, anche chi aveva già puntato su di lui. Evidentemente Gerson aveva lasciato talento e personalità in Brasile. Non sarebbe, del resto, la prima volta. A questo punto è lecito pensare che l’ex centrocampista di Fiorentina e Roma appartenga al novero dei brasiliani… allergici all’Europa. Calciatori che per rendere al massimo devono rimanere dalla parte occidentale dell’Atlantico.. Come è accaduto a tanti altri suoi connazionali, arrivati nel Vecchio Continente convinti di spaccare il mondo, ma che al di fuori del Brasile hanno lasciato a desiderare, per una ragione o  per l’altra.

 

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GABI…NO GOL

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Una storia simile a quella di Gerson è legata a Gabigol. Il calciatore, in Europa, tra Inter e Benfica, è stato solo…Gabi. Di gol, infatti, se ne sono visti davvero pochi, uno solo con la maglia nerazzurra, poi il vuoto. E pensare che in Brasile Gabriel Barbosa era considerato ai livelli di Gabriel Jesus. In effetti in patria il ragazzo è davvero fenomenale, trascinando il Flamengo alla vittoria in Copa Libertadores e ritrovando una confidenza con il gol che sembrava assolutamente smarrita in Italia.

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