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Felipe Melo, Lukaku e gli altri “miracolati” del pallone: il calcio come “salvavita” da drammi e povertà

Felipe Melo non le manda a dire a nessuno. Ma dietro l'aggressività in campo e nelle dichiarazioni, il centrocampista ex Juventus, Fiorentina e Inter nasconde il proprio dramma. Ha perso quasi tutti i suoi amici delle favelas, rimasti uccisi. Il...

Redazione Il Posticipo

MILAN, ITALY - OCTOBER 21:  Romelu Lukaku of FC Internazionale reacts to a missed chance during the UEFA Champions League Group B stage match between FC Internazionale and Borussia Moenchengladbach at Stadio Giuseppe Meazza on October 21, 2020 in Milan, Italy.  (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
 (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Felipe Melo non le manda a dire a nessuno. Ma dietro l'aggressività in campo e in alcune dichiarazioni, il centrocampista ex Juventus, Fiorentina e Inter nasconde il proprio dramma. Ha perso quasi tutti i suoi amici delle favelas, rimasti uccisi. Il calcio lo ha salvato: il calciatore è  cresciuto in uno dei peggiori quartieri di Rio, a stretto contatto con rapinatori, spacciatori e narcotrafficanti. Tutta gente che girava armata e non aveva molto rispetto, nel senso più pieno del termine, per la vita altrui. Tempo fa, ha candidamente confessato che se non avesse fatto il calciatore, avrebbe corso il rischio di finire nella criminalità. Il calcio gli ha salvato la vita. E non è il solo cui il pallone ha impedito che la vita... andasse a rotoli.

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