Felipe Melo, Lukaku e gli altri “miracolati” del pallone: il calcio come “salvavita” da drammi e povertà

Felipe Melo non le manda a dire a nessuno. Ma dietro l’aggressività in campo e nelle dichiarazioni, il centrocampista ex Juventus, Fiorentina e Inter nasconde il proprio dramma. Ha perso quasi tutti i suoi amici delle favelas, rimasti uccisi. Il brasiliano non è il solo cui il pallone ha salvato la vita.

di Redazione Il Posticipo

Favelas

(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Felipe Melo non le manda a dire a nessuno. Ma dietro l’aggressività in campo e in alcune dichiarazioni, il centrocampista ex Juventus, Fiorentina e Inter nasconde il proprio dramma. Ha perso quasi tutti i suoi amici delle favelas, rimasti uccisi. Il calcio lo ha salvato: il calciatore è  cresciuto in uno dei peggiori quartieri di Rio, a stretto contatto con rapinatori, spacciatori e narcotrafficanti. Tutta gente che girava armata e non aveva molto rispetto, nel senso più pieno del termine, per la vita altrui. Tempo fa, ha candidamente confessato che se non avesse fatto il calciatore, avrebbe corso il rischio di finire nella criminalità. Il calcio gli ha salvato la vita. E non è il solo cui il pallone ha impedito che la vita… andasse a rotoli.

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