Fantantonio Cassano, fra calcio e sregolatezza: donne, insulti e un talento troppo pazzo per essere vero

Il calcio italiano riparte anche da Inter-Sampdoria, una delle tante partite della vita di Antonio Cassano. Un talento, centomila sfaccettature, nessun pensiero alle conseguenze delle sue azioni. La voce del popolo sul campo. Il suo calcio è istinto, pancia e talento. Riassumibile in un sostantivo: “Cassanate”.

di Redazione Il Posticipo

EPITAFFIO

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Ma Cassano ha spesso parlato anche di sè, regalando anche in quei casi momenti divertenti. “Sì, lo so, con un altro carattere avrei potuto vincere di più e giocare meglio“. Questo l’epitaffio della sua storia calcistica. Poetico, senza ironia e vena polemica.Basterebbe confrontare un celebre “Io ho bisogno di affetto, se lo ricevo do il 100%“, con un più scanzonato “Errori? Nella mia vita ne ho fatti un paio… Al minuto però“. E vale la pena chiudere con una frase che riassume in tutto e per tutto il genio e la sregolatezza di Fantantonio. Parole del presidente della Pro Inter, la sua prima squadra: quando era ancora un ragazzino e già abbastanza impertinente. “Cassano aveva un vizio, doveva fare sempre un tunnel a partita. Faceva un tunnel e poi diceva all’avversario: ‘Stesso vizio di tua madre c’hai: stai sempre con le gambe aperte‘”. Irriverente, scanzonato, poeticamente maledetto. Per sempre, Antonio Cassano.

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