Fantantonio Cassano, fra calcio e sregolatezza: donne, insulti e un talento troppo pazzo per essere vero

Il calcio italiano riparte anche da Inter-Sampdoria, una delle tante partite della vita di Antonio Cassano. Un talento, centomila sfaccettature, nessun pensiero alle conseguenze delle sue azioni. La voce del popolo sul campo. Il suo calcio è istinto, pancia e talento. Riassumibile in un sostantivo: “Cassanate”.

di Redazione Il Posticipo

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Dalla Puglia si vola a Trigoria, con Totti, Capello, Batistuta e compagnia. È il periodo delle Cassanate, in campo e fuori, che persino i ritiri imposti dall’allenatore friulano riescono a evitare. E le donne erano parcchie. “Ne ho trombate molte, anche in ritiro. È piuttosto facile. A Trigoria, che è enorme, ero riuscito a procurarmi la chiave dell’ultimo cancello, quello che dava sul retro. Anche se lo scoprivano, non mi dicevano nulla, chiudevano un occhio. Anche perché spesso ho giocato grandi partite dopo aver fatto sesso. Andatevi a rivedere Roma-Juventus 4-0, quella della bandierina spezzata. Avevo fatto le 6 la domenica mattina“. Irriverente fuori ma anche dentro il campo. Indimenticabile, il gesto delle corna rivolto a Rosetti dopo un’espulsione rimediata in Coppa Italia contro il Milan.

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