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Dalle stelle alle stalle: i calciatori che non hanno sconfitto i vizi o che hanno perso tutto

Garrincha muore in povertà quarant'anni fa, il 20 gennaio 1983,  dopo una vita fatta di eccessi in cui il brasiliano non riesce a gestire il suo denaro. In quanto a vizi dannosi, Manè non è stato il primo, non sarà purtroppo l'ultimo.

Redazione Il Posticipo

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Nel corso dei decenni, sono tantissimi i calciatori finiti ai margini. Come sperperare talento e fortuna. E c'è chi in quanto a vizi non si è fatto mancare niente. In questo senso, la storia di Manè Garrincha, stella della Seleçao campione del mondo in Svezia e in Cile, è probabilmente quella più esemplificativa di cosa può accadere una volta smesso di giocare. Il campionissimo dal dribbling impossibile da prevedere muore in povertà ad appena 49 anni, quarant'anni fa, il 20 gennaio 1983,  dopo una vita fatta di eccessi in cui il brasiliano non riesce a gestire il suo denaro. In quanto a vizi dannosi, Manè non è stato il primo, non sarà purtroppo l'ultimo. Ed è in triste compagnia...