Da Gimondi a Pantani: le imprese epiche e “folli” dei ciclisti italiani

Da Gimondi a Pantani: le imprese epiche e “folli” dei ciclisti italiani

Il ciclismo italiano piange Felice Gimondi che centra, nel mondiale in linea del 1973, una dei successi più belli e “folli” della storia delle due ruote. Ecco le altre imprese che hanno fatto sognare gli italiani.

di Redazione Il Posticipo

1973 BARCELLONA

Felice Gimondi lascia un vuoto incolmabile negli appassionati di ciclismo. Era uno dei sette corridori ad aver vinto tutti e tre i Grandi Giri ( Giro d’Italia tre volte, Tour de France e Vuelta, un Campionato del Mondo). Imprese che lo hanno proiettato nell’Olimpo del ciclismo. Niente però gli ha regalato gioie come la vittoria a Barcellona nel mondiale del 1973. Volata finale. C’erano  Merckx (il più forte di sempre), Ocaña, (il più forte in salita), Maertens (il più forte in volata)… e Gimondi, che quel giorno fu il più forte di tutti. All’ultimo chilometro Merckx fa di tutto per levarselo dalla ruota prima della volata, anche con l’aiuto non correttissimo di Maertens. Il cannibale si pianta, Gimondi esce fuori negli ultimi 250 metri. Testa a testa e…gomitate con Maertens. Il mondiale è vinto per pochi centimetri. Un storia epica, folle. Come tante vittorie azzure di chi, oggi, pedala con lui…

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