Crouch, il robottino tutto pazzo: da “se non fossi un calciatore sarei vergine” a…”avrei voluto prendere a calci Marcelo”

“Avrei voluto prendere a calci Marcelo”. Una frase che non molti possono permettersi di dire senza beccarsi qualche critica. Ma Peter Crouch…forse sì. E l’inglese, fra bevute con il papà, docce rubate in albergo e telefonate a ridosso del match, ha tanto da raccontare…

di Redazione Il Posticipo

ROBOT

OLBIA, ITALY – JUNE 17: Abbey Clancy and Peter Crouch attend The Costa Smeralda Invitational Gala Dinner at Cala di Volpe Hotel – Costa Smeralda on June 17, 2017 in Olbia, Italy. (Photo by Tullio M. Puglia/Getty Images for Professional Sports Group)

“Avrei voluto prendere a calci Marcelo”. Una frase che non molti possono permettersi di dire senza beccarsi qualche critica. Ma Peter Crouch…forse sì. L’inglese è entrato di diritto nella leggenda del calcio inglese, pur non essendo un fenomeno. Il giocatore, dal fisico non propriamente aggraziato, ha fatto del suo difetto una autoironia, con un’esultanza che ormai è passata alla storia: oltre 100 gol segnati mimando appunto, un automa, che tanto ricorda per movenze e fisicità. E adesso che ha smesso di giocare, dedicandosi a libri, radio e televisione, può dedicare il suo tempo ad Abbey, il suo…miglior risultato ottenuto sul campo. Del resto, una sua candida affermazione è diventata virale: “Se non avessi fatto il calciatore sarei ancora vergine”. Una delle tante storie da raccontare…

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