Caldirola cerca la sua rivincita, ma che fine hanno fatto gli altri fiori del vivaio mai…sbocciati?

Nel grande prato verde delle giovanili nascono grandi speranze, ma il “trapianto” nel calcio che conta è spesso difficile: alcuni” fiori” si seccano, altri si inaridiscono come Caldirola, che scopre finalmente la Serie A con il Benevento e spera finalmente di sbocciare. Pochi restano, ma perdono comunque fascino…

di Redazione Il Posticipo

FIORI

(Photo by Paolo Rattini/Getty Images)

Fiori del vivaio, mai sbocciati sul rettangolo di gioco. Al momento del “trapianto” nel grande prato verde, a volte, non attecchiscono. In altri casi, crescono, ma senza mantenere quella bellezza mantenuta. Nei casi peggiori, si inaridiscono e non trovano spazio. Quante promesse non mantenute?  La storia di Caldirola, uno dei migliori prospetti italiani è molto particolare: capitano dell’Under 21, erede designato dei grandi difensori azzurri, preferisce emigrare nel 2013 e l’Inter lo lascia andare al Werder Brema. Il classe ’91 in Germania non convince mai pienamente e torna in Italia fra Cesena e Brescia. Tornato in Germania al Werder, si trasferisce poi al Benevento. E alla prima in Serie A a ormai 29 anni, si toglie la soddisfazione di una clamorosa doppietta, sperando così di sbocciare…anche se in ritardo. Ma tantissimi altri colleghi non ce l’hanno fatta e…sono appassiti.

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