L’imprevedibile lotta per la Champions

L’imprevedibile lotta per la Champions

Di Fernando Orsi. Di quali risorse per migliorarsi dispongono gli allenatori delle squadre che si contendono il terzo o il quarto posto, che varrebbe l’ingresso diretto in Europa? 

di Fernando Orsi

La lotta per la Champions è entrata nel vivo. Saranno le scelte degli allenatori di Inter, Roma e Lazio a determinare l’esito finale del risultato. Una cosa è certa: Spalletti, Di Francesco e Inzaghi sono partiti tutti e tre da una situazione di svantaggio rispetto ai loro predecessori, ma da bravi capitani hanno saputo timonare bene la loro barca.

Inzaghi ha fatto un lavoro straordinario, che forse in pochi si aspettavano. È andato ad assemblare una squadra a cui, almeno all’inizio, era un azzardo dare fiducia. Ha valorizzato giocatori come Luis Alberto e Milinkovic-Savic, facendoli diventare il valore aggiunto della squadra. Spalletti ha ristrutturato un’Inter che veniva da un campionato, quello dell’anno scorso, decisamente mediocre; ha rivitalizzato giocatori che già alla fine della scorsa stagione erano pronti a lasciare la squadra (vedi Perisic); ne ha valorizzati altri come Skriniar, che oggi è conteso tra i più importanti club d’Europa. Di Francesco, giunto a Roma tra lo scetticismo generale, ha impiegato più del dovuto per carburare, ma la qualificazione agli ottavi di Champions come primo risultato ha ripagato l’attesa. La domanda a cui mi piacerebbe provare a rispondere, a questo punto, è la seguente: di quali risorse dispongono questi allenatori per spingere la propria squadra a raggiungere (o a consolidare) il terzo o il quarto posto, che varrebbe l’ingresso diretto in Europa? 

Per quanto riguarda Inzaghi, non credo che tatticamente cambierà il modo di giocare. Certo è che in quanto a risorse umane, ha vantaggi non indifferenti rispetto ai colleghi, e tali vantaggi portano i nomi di Felipe Anderson, Nani, e Caceres. Tre giocatori che se impiegati al momento giusto possono rivelarsi il vero asso nella manica. Spalletti, io credo, è pressato dalla necessità di dover cambiare modulo, visto l’arrivo di Rafinha; il quale, potendo giocare sia da esterno alto che dietro la punta, fornisce a Spalletti quel ventaglio originale di soluzioni che gli era mancato a inizio stagione. Di Francesco, infine, dovrebbe avere la giusta pazienza di attendere quei giocatori che potranno dargli la qualità che nel corso del campionato è mancata. Una delle soluzioni potrebbe essere quella di impiegare Schick come prima punta, ed avanzare Nainngolan a ridosso della prima punta, passando così dal rodato 4-3-3 al 4-2-3-1.

È difficile fare una previsione su chi resterà fuori da questa lotta. Credo che si arriverà all’ultima giornata con una classifica non ben definita; saranno perciò decisive le mosse di questi tre allenatori.

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