La paradossale (e ormai poco affinata) abilità di riconoscere il merito

La paradossale (e ormai poco affinata) abilità di riconoscere il merito

Di Massimo Piscedda. Chi ha il potere di decidere sull’eventuale successo o fallimento di un atleta, ha anche il dovere di essere onesto intellettualmente nel giudicarlo, basandosi su concetti meritocratici.

di Massimo Piscedda

Il concetto di meritocrazia è un qualcosa che poco si adatta alla vita sociale italiana. Nel nostro paese si fatica decisamente a sviluppare una cultura che dovrebbe essere radicata e consolidata, ma che invece rappresenta la vera anomalia, soprattutto per quanto riguarda il riconoscimento della bontà del lavoro. E, purtroppo, parliamo di un concetto che si rapporta anche con qualcosa che nello sport sta succedendo da diversi anni.

Ci sono alcuni soggetti che vengono premiati per quello che avrebbero dovuto fare (anche se in realtà non lo hanno fatto), mentre altri, pur avendo conseguito risultati di livello, vengono emarginati completamente solo perché per loro sfortuna non rientrano nelle amicizie che contano. Ora, appare logico come un qualcosa del genere non possa e non debba essere tollerato in un ambiente sportivo, dove il merito è dato dall’esatta conseguenza dei risultati. Diventa quindi logico che chi ha il potere di decidere sull’eventuale successo o fallimento di un atleta, ha anche il dovere di essere onesto intellettualmente nel giudicarlo.

Quindi dare opportunità a chi le merita è la sola cosa che conti davvero. Le democrazie di tutto il mondo migliorano proprio per questo, perchè vedere che i più meritevoli progrediscono aumenta la fiducia nelle persone, che quando hanno un traguardo da raggiungere sono coscienti che alla fine attraverso il proprio lavoro saranno gratificate. Lo sport, non solo il calcio, è pieno di atleti che hanno bisogno di essere supportati e riconosciuti per quello che sanno fare, per il loro talento, ma soprattutto per la capacità che hanno di migliorare tutto il movimento sportivo italiano.

E viene da pensare al calcio tricolore, che in questo momento molto particolare si sta rinnovando. Chi sceglierà la via da percorrere non potrà quindi prescindere dal risolvere questa piccola grande contraddizione, che al momento sembra inossidabile e mina la credibilità stessa del movimento.

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