L’invidia degli allenatori per i calciatori di talento

L’invidia degli allenatori per i calciatori di talento

Di Massimo Piscedda. Una certa ostinazione, soprattutto da parte di chi li allena, verso i calciatori talentuosi è sempre esistita e probabilmente sempre esisterà. Alcuni allenatori, anche senza mai ammetterlo apertamente, ne hanno chiaramente sofferto.

di Massimo Piscedda

Esiste una certa invidia di più di qualcuno per i giocatori di talento. Invidia forse è un termine esagerato, ma una certa ostinazione, soprattutto da parte di chi li allena, verso i calciatori talentuosi è sempre esistita e probabilmente sempre esisterà. Alcuni allenatori, anche senza mai ammetterlo apertamente, ne hanno chiaramente sofferto e di conseguenza il comportamento verso questi soggetti non è mai stato trasversale e univoco. È accaduto anche ai maggiori talenti della storia del calcio italiano e continua a succedere oggi.

Il ragazzo è bravo, ma non corre. Tecnica perfetta, ma è un individualista. Insomma, tutte frasi che conosciamo molto bene, che spesso vengono utilizzate e ripetute dove si nasconde la poca capacità da parte del tecnico e del suo staff di saper gestire quello che è evidentemente l’elemento più forte del gruppo.  E quindi al talento si deve sempre trovare un difetto, al giocatore funzionale e ben applicato, ma totalmente stereotipato e senza un tratto distintivo, no. Quel tipo di calciatore, soprattutto adesso, va bene, perché corrisponde a ciò che l’allenatore vuole nella sua idea di calcio.

Personalmente, accetto volentieri i talenti (ammesso che si sappiano riconoscere), perché anche individuandone e conoscendone i limiti so per certo che le qualità del calciatore talentuoso, se espresse durante la gara, sono quelle che a fine partita faranno la differenza. Certo, quando si parla di questo tipo di giocatore, si pone quasi sempre una domanda fondamentale: oggi riuscirà davvero a fare la differenzaLa risposta è direttamente proporzionale alla capacità dell’allenatore di creare un undici armonioso, compatto e funzionale. Il quale, attraverso il lavoro di squadra, darà la possibilità al giocatore talentuoso di esprimersi al massimo, mettendo a disposizione del gruppo le proprie capacità tecniche in funzione di un risultato positivo. In questo modo il talento riuscirà sempre a fare la differenza.

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