Nicola Amoruso, il giramondo del pallone: “Le società devono preparare i calciatori che smettono”

Nicola Amoruso, il giramondo del pallone: “Le società devono preparare i calciatori che smettono”

Nicola Amoruso, globetrotter del gol e delle maglie indossate. Tredici, andando a segno con dodici. E adesso? Il giramondo del gol rimane vicino al calcio, anche se ha anche altri interessi. Ha investito nell’immobiliare, ma studia da procuratore.

di Luigi Pellicone

Nicola Amoruso, globetrotter del gol e delle maglie indossate. Tredici, andando a segno con dodici. Primato che condivide con Borriello. Con i suoi 113 gol è il calciatore più prolifico fra gli attaccanti italiani che non abbiano mai indossato la maglia della nazionale. Nella Under-21 però ha vinto un Europeo nel 1996. E adesso? Il giramondo del gol rimane vicino al calcio, anche se ha anche altri interessi. Ha investito nell’immobiliare, ma studia da procuratore. E il pallone, ovviamente, gli è rimasto accanto.

Cosa fa adesso Nicola Amoruso?
Sono un agente, faccio il procuratore e seguo diversi ragazzi, ma ho anche altri interessi oltre il calcio: ho investito nell’immobiliare ma voglio restare comunque legato al pallone.

In questo senso quale è il ricordo più piacevole?
Sicuramente l’esordio in Serie A e poi ce ne sono tanti altri vissuti in carriera ma non posso dimenticare la prima partita con la Sampdoria. Una grande soddisfazione.

Il momento da dimenticare?
Quando mi sono infortunato. L’infortunio con la Juventus”.
Una risposta secca, un qualcosa da dimenticare…

(Photo by Claudio Villa/Getty Images)
(Photo by Claudio Villa/Getty Images)

Cosa la ha reso più orgoglioso?
L’approdo alla Juventus da giovane, 15 gol in serie A un grande impatto con la categoria. È stato molto bello arrivare così giovane in un campionato in cui la qualità era diversa. C’erano Juventus, Milan, Fiorentina. Lazio, Inter. Un campionato molto più bello.

Ha qualche rimpianto?
Non ho nessun rimpianto in particolare. Forse qualche scelta poteva essere diversa, ma in generale non ho di che rimproverarmi.

Chi è il calciatore con cui legato di più?
Mark Iuliano, siamo molto legati dai tempi della Juventus, ci vediamo spesso andiamo in vacanza insieme. Anche con Ciro Ferrara ho mantenuto buoni rapporti.

Amico dei difensori. Quale calciatore le era antipatico invece?
In generale nessun antipatia. Piuttosto ricordo quanto erano forti. Nesta, Maldini, Cannavaro. Giocarci contro era davvero difficile.

(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
(Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

La sua serie A era molto più competitiva. Cosa consiglierebbe a un giovane che inizia adesso?
Più che altro credo che è importante avere le idee chiare, avere vicino persone che ti consiglino bene. Spesso i giovani calciatori sono avvicinati da persone che hanno altri intenti. Diffidare di chi dice quanto sei bravo…

Come si gestisce invece il finale di carriera?
La fine della carriera? Penso sia importante programmare prima. Cosa difficile perchè ci si sente calciatori sino all’ultimo. Sarebbe importante subito qualche anno prima. Noi abbiamo vissuto del calcio, credo che le società dovrebbero venire incontro a chi è in procinto di chiudere con dei corsi di specializzazione. In generale conosciamo il calcio, sappiamo quello che dobbiamo fare, ma servono comunque studio e preparazione.

Lei ha cambiato tante maglie. A quale squadra e allenatore è rimasto più legato?
Ho legato con Mazzarri. E sono molto legato alla Reggina, oltre che alla Juventus. Della Reggina ho tanti ricordi, sono stati anni emozionanti. Obiettivi diversi, ma quella salvezza partendo da -15 e poi a -11 è una grandissima impresa.

Ultima: pronostico. Il Campionato è già finito?
La Juventus ammazzerà il campionato, il che la dice lunga sulla forza di questa squadra. Credo, anzi sono convinto che le altre squadre non possano fare molto di più.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy