Marchegiani: «Questa Lazio merita affetto e può giocarsela con chiunque»

Marchegiani: «Questa Lazio merita affetto e può giocarsela con chiunque»

Luca Marchegiani promuove la Lazio di Inzaghi e anche il VAR. Al netto degli episodi arbitrali, la squadra è forte e ha riunito l’ambiente. E merita l’affetto dei tifosi.

di Luigi Pellicone

Luca Marchegiani, la Lazio l’Olimpico. Insomma, quasi ci si sente ospiti a casa sua. Protagonista in campo, poi da apprezzato commentatore televisivo ha cambiato ruolo, ma non caratteristiche: professionalità e signorilità sono intatte, arricchite da una conoscenza tout court del calcio. Un vero Signore del Pallone. Si parla di Lazio, complici le immagini che scorrono sui monitor di servizio, e Marchegiani offre chiavi di lettura assolutamente interessanti. Elogia Inzaghi, ma non lesina anche qualche consiglio, volto ovviamente alla crescita di una squadra cui, per quanto sta facendo, “bisogna voler bene”.

«La Lazio non era così forte, lo è diventata»

Marchegiani si attendeva una Lazio così competitiva? Sinceramente no. Dopo le cessioni estive di Biglia e Keita il rischio di un ridimensionamento tecnico era evidente. Però fra innesti adeguati e lavoro sul campo, la squadra è andata oltre le più rosee aspettative. Merito sopratutto di Simone Inzaghi che si sta dimostrando un grandissimo allenatore.

Simone Inzaghi
In tanti indicano nel tecnico il vero valore aggiunto: lei è d’accordo? Innegabilmente la Lazio è migliorata sotto tutti gli aspetti. Non era così forte, lo è diventata. Ne apprezzo il gioco e la proposta. Inzaghi ha saputo trarre il massimo da ciascun componente della rosa e il suo peso è incidente. Sa gestire i calciatori e migliorarli dal punto di vista tecnico e tattico. Qual è il calciatore che l’ha sorpresa di più? Immobile e Savic sono delle sorprese sino a un certo punto. La loro qualità era nota. Sono cresciuti esponenzialmente ma non rappresentano comunque una scoperta come Luis Alberto. Lo spagnolo ha stupito sotto tutti i punti di vista. Quando è arrivato non lo conosceva quasi nessuno. Sembrava destinato a un ruolo da comprimario, poi è scattato qualcosa. Adesso è il giocatore più decisivo della Lazio. Nello scacchiere tattico è determinante.

«Negli undici e sulla partita secca, può giocarsela con chiunque»

E c’è ancora un Felipe Anderson nella manica… Felipe Anderson è un giocatore particolare. Quasi unico. É stato frenato dagli infortuni ma rappresenta un valore assoluto. Nel calcio italiano, che conserva una forte impronta tattica, un calciatore delle sue caratteristiche è una variabile discriminante. Ha qualità e velocità tali da mettere in difficoltà qualsiasi avversario, sia attaccando la linea che scambiando il pallone in velocità. Chi ha un calciatore del genere ha già un valore aggiunto a priori. Lazio da Champions, è assodato. Ma per scalare la vetta? Credo che si debba lavorare ancora un po’. La Lazio, negli undici e sulla partita secca, può giocarsela con chiunque. Soffre, però, una certa profondità nella rosa e deve ancora acquisire un mentalità vincente anche se la strada intrapresa è quella giusta. simone inzaghi felipe andersonNota delle similitudini fra la sua e questa Lazio? Non vedo molte affinità, anche perchè si parla di due realtà completamente diverse nella gestione e nell’approccio al mercato. Ai miei tempi si investiva massicciamente sul mercato. Budget faraonici. Ogni anno arrivava un top player. La filosofia della Lazio attuale è differente. Sono bravissimi a scovare giovani promesse e si punta su innesti mirati e affidabili. La bontà del risultato è comunque evidente.

«C’è tanto affetto nei confronti di questi ragazzi»

I risultati e il gioco avvicinano la gente: è la Lazio più amata dopo quella del 2000… Noto tanto affetto nei confronti di questi ragazzi e ne sono contento. La squadra esprime un bel calcio e si è innescato un connubio che effettivamente non si vedeva da tempo. La gente ha percepito che questo gruppo si sta impegnando al massimo e ha capito che in altre realtà questo non succede. Quindi si è legata a questi ragazzi ed è giusto così. Si può dire che questa Lazio merita l’affetto che riceve. Milan-Lazio è stata una partita particolarissima. Ennesimo episodio sfortunato per i biancocelesti. Il gol di Cutrone è stato realizzato con la mano. In campo non se n’era accorto nessuno e le immagini arrivano in ritardo. Il VAR non aveva le immagini. Questa volta, nessun errore, ma impossibilità di giudicare. I tifosi si sentono comunque beffati. Alla Lazio manca qualche punto. var lazio torinoMarchegiani, la domanda sul VAR è inevitabile: lei è favorevole? Si, anche se capisco l’amarezza. Sono d’accordo alla tecnologia in campo, perchè è uno strumento che permette di migliorare la performance degli arbitri e spesso chiarisce diverse dinamiche. Certamente l’errore fa notizia ma più che bocciare il VAR credo sia necessario un miglioramento, inteso nel senso lato del termine. Il progetto va settato e migliorato nella gestione.

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy