Ciccio Graziani: “Grobbelaar, rimettiti in porta che stavolta ti sfondo”

Ciccio Graziani: “Grobbelaar, rimettiti in porta che stavolta ti sfondo”

A poche ore da Liverpool-Roma, intervista esclusiva a Ciccio Graziani che ci racconta le emozioni di quella notte romana di sogni, di Coppe e di Campioni.

di Luigi Pellicone
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Roma-Liverpool, più di una partita. Per molti tifosi romanisti è una ferita indelebile. Quella sera del 30 maggio 1984, la Roma prova a scalare l’Europa. In casa propria, all’Olimpico. Dopo il pari nei tempi regolamentari perde ai calci di rigore, la prima e unica finale di Coppa dei Campioni della sua storia. Una tragedia sportiva o una notte che comunque valeva la pena di essere vissuta. Fra chi ha avuto la forza e il coraggio di presentarsi dal dischetto, quella sera, c’è anche Francesco Graziani. Il suo rigore sfiora la traversa e si perde alto. Pero, lui sì, c’ha provato. “Perché quando capitano certe occasioni non puoi tirarti indietro”. E allora, riviviamo con “Ciccio” Graziani quella sera del 1984.

Graziani, la rigiocherebbe quella finale?
Certo che la rigiocherei. Solo che adesso ho sessantasei anni (ride). Se potessi però lo rifarei eccome. Magari avessi l’opportunità.

Lei è stato protagonista di quella serie di rigori: quante volte ci ha pensato?
Tante volte. Tante. Nella negatività di quel calcio di rigore ho trovato anche tanti lati positivi. Non è da tutti giocare una finale di Coppa dei Campioni. È stata una grande soddisfazione e il coronamento di tanti sacrifici. Poi si può vincere o perdere. Anche quando sono sceso in campo per giocarmi il Mondiale, nel 1982, non mi sono preoccupato del risultato. Anzi. Ci sono poche occasioni del genere nella vita.

Nota delle analogie fra questa Roma e quella del 1984?
Sono due squadre molto forti ma diverse. Calciatori ed epoche diverse, quindi imparagonabili. Si avvicina molto alla nostra per il percorso straordinario compiuto in Europa. Speriamo che il sogno continui.

Se avesse davanti Bruce Grobbelaar?
Lo abbraccerei e gli direi scherzosamente “Mettiti in porta che questa volta ti sfondo”. L’ho già rivisto una volta e con piacere. È un guascone, gli piace ridere e scherzare su tutto. Non conservo un cattivo ricordo di lui. Ha fatto il suo. Ognuno cerca di infastidire o intimorire i calciatori a modo suo. Non è stato irriverente. In fondo, va bene cosi. 

Chi è il Graziani della Roma oggi?
Mi piace identificarmi in Dzeko, mi piace molto come attaccante.

Chi è favorita questa volta?
Siamo al 50% di probabilità. Ci vuole un pizzico di fortuna, speriamo di averla. Partiamo alla pari e già di per sé questa è una bellissima cosa.

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