Portieri e bomber: Reina trascina, Buffon ritorna e in zona Champions contano i gol

Portieri e bomber: Reina trascina, Buffon ritorna e in zona Champions contano i gol

Di Stefano Impallomeni. Gli osservati speciali di questa giornata di campionato sono due estremi difensori e gli attacchi delle contendenti Champions. Tra gol fatti e (non) subiti, c’è anche spazio per la Nazionale.

di Stefano Impallomeni

A Cagliari, forse, il segno del destino tanto agognato. La Juve non gioca la sua partita, rinviata per neve, e il Napoli piazza una cinquina sontuosa in attesa della tombola finale. Un segno del destino, dicevamo. Forse, però, perché con la Juventus non si sa mai fino in fondo, fino allo scontro diretto dell’Allianz Stadium dove capiremo a che punto è la lotta scudetto. Se segna pure Mario Rui qualcosa però si sta muovendo nei flussi, in questo Napoli in cui i quattro tenori Callejon, Mertens, Insigne e Hamsik alzano ritmi e sfornano giocate come succedeva all’inizio della stagione. I quattro punti di vantaggio hanno in questo momento un valore numerico e psicologico notevole. La Juventus avrebbe dovuto giocare contro un’Atalanta in regime di turnover e chissà cosa e chi affronterà in un recupero che si preannuncia abbastanza complicato come la prossima giornata, dove gli uomini di Allegri andranno a far visita a una ritrovata Lazio, mentre il Napoli riceverà una Roma discontinua e non brillantissima.

REINA, LA CORRISPONDENZA DI SARRI

Il Napoli, quindi, è in versione ole’. La vittoria, seppur inutile di Lipsia, è stata fondamentale per riprendere il filo del discorso. Niente Coppe, ma anche meno paure e timori di non farcela per centrare il grande obiettivo. Ritorna la generosità eccellente dei gol fatti e l’attenzione nel non incassare nulla. Sotto il Vesuvio, perfetto tutto, o quasi, grazie a un Reina che assume un ruolo centrale nella causa partenopea. Lo spagnolo, al di là del rendimento in campo, ha un carisma innegabile ed è il vero punto di riferimento di uno spogliatoio che ha numerosi leader tecnici, ma pochi leader caratteriali ed emotivi. Reina incarna alla perfezione la categoria dei calciatori che sanno trascinare, leggere i momenti della stagione, allenare le menti dei compagni. Anche quando compie papere o errori non cade mai. E all’interno è lui la corrispondenza di Sarri, è lui l’uomo che suggerisce al maestro, ai suoi. Il carisma di Reina è insomma il vero valore aggiunto di una squadra che ha migliorato sostanzialmente la sua tenuta nervosa e agonistica. Reina ti dà più punti grazie al suo impatto, alla sua partecipazione in partita e durante la settimana.

BUFFON NON DISERTA L’AZZURRO

Da un portiere a un altro, ma senza fare riferimenti al duello scudetto. È notizia fresca quella che riguarda la sua permanenza in nazionale. Il neo CT Di Biagio lo chiama e lui risponde. Nessuna diserzione e per i colori azzurri niente vacanze in famiglia. L’età di Buffon è al limite, ma riteniamo la sua presenza ancora importante e simbolica. Non poteva lasciare tra le lacrime nel giorno più triste della sua favolosa carriera, nel giorno dell’eliminazione ai mondiali di Russia 2018. La Svezia, quindi, non l’ultimo capitolo di un’avventura che merita una continuazione calibrata. Due partite a marzo contro Argentina e Inghilterra per guidare il nuovo corso. Una staffetta morale e sportiva molto costruttiva, altro che pervicacia di mantenersi oneri e onori. Il suo passo di addio merita più sorrisi e non lacrime. Buffon è l’uomo ideale per indicare un nuovo corso. Serve a Di Biagio ora, servirà in futuro in altre vesti se lui lo vorrà.

Buffon detiene il record di presenze con la maglia della Nazionale

La sua dimostrazione di affetto e il senso di responsabilità verso l’Italia rappresenta un unicum da preservare. La nazionale da molti calciatori, nel recente passato, è stata snobbata, considerata d’impaccio. E invece per Buffon resta un amore così grande e non un contenitore per polverizzare record personali. Gli scettici o i critici stiano tranquilli. Buffon non fagociterà un bel niente e non sarà d’intoppo. È e resterà una guida preziosa per i giovani, per tutti. Meritava un’altra uscita, alta, tra gli applausi della gente. Poi largo ai giovani e largo al lavoro profondo del centro tecnico federale. Di Biagio faccia come Fulvio Bernardini nel ’74 che pensionò una generazione di fenomeni, quella dei Riva, dei Rivera e dei Mazzola. Quella che sprofondò in Germania. Da lì nacque l’Italia di Bearzot. L’Italia del ’78 e dell’82. Degli Antognoni, dei Tardelli, dei Causio, dei Cabrini, dei Rossi e via elencando. I giovani in Italia ci sarebbero, ma vanno scelti bene e confermati. E il talento che conta è nelle scelte.

I TORMENTI CHAMPIONS DIPENDONO DAI GOL

Chiudiamo con la lotta a tre per la prossima Champions. La Lazio sale, l’Inter tiene e la Roma scende. Sembra il gioco del traversone a carte. Nessuno fa poste colossali, si perdono punti preziosi e nessuno scappa veramente, anche se siamo arrivati nel momento quasi decisivo. A fine marzo i distacchi potrebbero diventare più significativi, perché cominciano le partite più complicate e salgono le tensioni. La squadra di Inzaghi ha recuperato energia e brillantezza. Segna a raffica. Ha Immobile, il bomber del campionato e Milinkovic-Savic il centrocampista goleador più decisivo del torneo, senza dimenticare le altre numerose opzioni, tra cui Felipe Anderson che ha le stimmate del fuoriclasse. L’attacco è il migliore di tutti. In difesa si deve registrare qualcosa, ma in questo momento, al di là della sfida con la Juventus, la Lazio è un passo avanti a Inter e Roma che stiracchiano gioco, manifestando difficoltà oggettive sotto molti altri aspetti.

Immobile

Spalletti ha una partita per far girare convincimenti e morale a suo favore. Se vince il derby, può uscire dal grigiore, sebbene non sia affatto facile contro il Milan versatile e aggressivo di Gattuso, che in caso di vittoria potrebbe essere l’outsider imprevisto in grado di tornare in corsa per l’Europa che conta. Il gioco dei nerazzurri è pressoché un optional, ma le riserve tecniche sono più che buone. Icardi è l’uomo Champions. La sua assenza si è fatta sentire e senza i suoi gol sarà difficile arrivarci. L’argentino è insostituibile in questa Inter. Candreva trequartista e Karamoh sull’esterno sono soluzioni da prendere in considerazione.

Nella Roma si avverte una mancanza di tenuta generale. Non si tiene atleticamente la partita. Si esce improvvisamente dal duello agonistico, non sembra esserci una forza fisica complessiva in grado di sostenere corse lunghe e resistenti. La Roma nel primo tempo fa un lavoro di aggressione che poi paga nel secondo. Di Francesco deve trovare le reti di Dzeko. Il bosniaco, come Icardi, è unico nell’interpretazione del ruolo. Sta segnando poco, ma non è assistito nella maniera giusta. I big devono ritrovare smalto ed entusiasmo. E poi pochi cambi di formazione. In questa fase della stagione si arriva agli obiettivi scegliendo bene il chi, il dove e il quando. Le avversarie cambiano e le partite, soprattutto quando si fa fatica ad esprimersi, non sono tutte uguali.

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