Ringhio Champions

Ringhio Champions

Di Stefano Impallomeni. Gattuso non è un allenatore in prova, ma l’uomo giusto per il Milan del prossimo futuro. Al di là di cosa possa fare questo Milan, è sua la copertina di questo tratto di stagione.

di Stefano Impallomeni

Patrick come Pippo. Stesso “veleno”, stessa voglia di fare gol. Rino Gattuso azzarda paragoni abbastanza scomodi ma ci tiene a far sapere che il Milan è tornato un Diavolo dalle mille risorse. In questa ventiquattresima giornata appena passata, tra duelli confermati in vetta e sorpassi Champions, per l’occasione abbiamo scelto la conquista più entusiasmante, quella di un uomo nei confronti di un ambiente sull’orlo di una crisi di nervi.

Gattuso ha creato davvero un nuovo Milan

La conquista, seppur ancora parziale e non definitiva, è quella di Ringhio che ribalta il suo Milan preso in consegna tra una miriade di contraddizioni tattiche e tecniche, senza trascurare la questione mercato fin troppo celebrato in estate. Ebbene, dopo una lenta conoscenza, le rispettive parti sembrano aver raggiunto un’intesa interessante. Il Milan è finalmente tornato ad essere una squadra logica, consapevole e potrebbe dire la sua da qui alla fine del campionato, chissà per quale Europa da varcare. La squadra corre, si sbatte, combatte e recepisce il nuovo verbo, infilando sei risultati utili consecutivi (4 vittorie e due pareggi non succedeva da ottobre 2016) e quel che più conta sapendo offrire un gioco riconoscibile, bello e frizzante.

Quando c’era stato il cambio della guardia in molti non avrebbero creduto a una simile trasformazione. Quasi tutti concordi nel dare poche chances di sopravvivenza a Gattuso. Gattuso come Seedorf, come Inzaghi, come Mihajlovic e via dicendo. La maledizione della panchina rossonera, insomma, lo avrebbe folgorato in breve tempo, dandogli nessuna speranza. Anche lui – dicevano – non ce la farà, troppo inesperto, non bastano cuore e corsa, serve altro. Il campionato non è ancora finito, ma al tempo dell’esonero di  Montella avevamo considerato il nuovo ritorno di Ringhio come fosse stato non banale e salvifico per una  serie di motivi riconducibili non soltanto al suo viscerale attaccamento alla causa rossonera.

Perché il Milan di Gattuso ha un modo di giocare molto intrigante, al di là del “veleno” del giovane bomber Cutrone che ha segnato 5 reti nelle 8 partite giocate da titolare, ma che non è e forse non sarà mai Inzaghi. Il Milan ora è una squadra da tenere d’occhio e può essere la mina vagante del torneo. È una squadra in ascesa e gli avversari sono avvertiti, perché il Ringhio è molto calabrese e da Champions. Ha un modo di giocare diverso, una nuova intensità, quella delle grandi squadre, calibrata e intelligente durante lo svolgimento del match.

Non un allenatore in prova, ma il nome per il futuro

Gattuso, dunque, ha avuto il merito di aver plasmato un gruppo rivitalizzandolo nelle rispettive individualità, a seconda delle singole  caratteristiche. Ha riabilitato una condizione atletica importante. Non gioca con due punte perché la squadra non è ancora pronta a sopportarle. Vigila, e non martella soltanto. Vuole più responsabilità dai Bonaventura, dai Suso, dai Bonucci e non soltanto giocate. Sa liberare estri, corse profonde e predilige strappi in velocità, un’aggressione alta per la riconquista della palla simil anglosassone. Pretende molto e concede sempre una chance a tutti, sa scegliere, invia messaggi positivi ai suoi e non sbaglia mai una formazione, leggendo la partita come gli allenatori più quotati di lui.

La storia del tutto cuore e tutta corsa, insomma, non torna ed è molto relativa. Gattuso è soprattutto altro. E al di là di cosa possa fare questo Milan, è sua la copertina di questo tratto di stagione. Gattuso non è un allenatore in prova, ma l’uomo giusto per il Milan del prossimo futuro. Un piccolo Conte, che però ha il sangue rossonero da sempre. Mirabelli e Fassone non facciano follie. L’allenatore non è una priorità, ce l’hanno già in casa. È milanista fino al midollo e sa cosa servirà per tornare, se non vincenti, più competitivi di adesso. 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy