Max e CR7, la Coppia dei Campioni

Max e CR7, la Coppia dei Campioni

Di Stefano Impallomeni. La grande serata bianconera è studiata, preparata con determinazione e ottenuta per merito di tutti. Ma i protagonisti sono due, Allegri e Cristiano Ronaldo, che hanno ribaltato ogni pronostico e si sono presi una rivincita che resterà storica.

di Stefano Impallomeni

Due personaggi e un’ottima compagnia in uno spettacolo da applausi a scena aperta. C’è lirica, molta prosa, poca poesia e tanta forza in questa impresa che passerà alla storia. Si dirà, la Juventus non ha ancora alzato la Coppa al cielo e ha passato soltanto un turno: è ai quarti di finale di Champions League, ma battere l’Atletico Madrid in questa maniera è stato qualcosa di più di un risultato. 

IMPRESA – L’impresa non giunge mai a caso. Si studia, si prepara e si cerca di agguantarla con determinazione feroce. Questa della Juve è complessiva ed omogenea, parte dal basso, da chi deve mettere il cuore oltre l’ostacolo, uno straordinario impegno supplementare. Vedere Spinazzola e Bernardeschi spingere così e giocare un calcio eccellente, Emre Can calpestare il campo con anticipi e furore, Chiellini impostare la manovra e tutti gli altri a rischiare le giocate, il coraggio di creare superiorità numerica in ogni zolla di campo, è stato davvero insolito. Senza dimenticare l’Allianz Stadium, l’arena perfetta, a fare la differenza in una partita memorabile in cui Allegri e CR7 risultano essere gli autori indiscussi del successo.

MAX – Di Allegri ne abbiamo sentite troppe. Se n’è parlato nei giorni scorsi. Male e molto. Il suo sfogo circa il fallimento in caso di eliminazione aveva sollevato qualche dubbio. Le critiche nei suoi confronti puntuali e strumentali. Incompetenti ed esagerate. Ci sta, si direbbe, se non vinci la Champions è un fallimento. E, invece, no, solo godimento e gradimento. Allegri è un osso duro e confeziona da par suo l’opera d’arte, stupendo e tramutando i detrattori in spettatori compiacenti, sorprendendoli e conquistandoli grazie a un colpo di genio assoluto. Le scelte illuminate di formazione, il modo di approcciare la partita, l’ampiezza del gioco ricercata a ritmi indiavolati inceneriscono ogni speranza del Cholo Simeone, tradito da un Atletico mai come in questa stagione messo così agli angoli del campo. Già, angoli e spigolature caratteriali, dettagli di una rivincita sontuosa dopo la sconfitta dell’andata.

CR7 – Carattere e personalità, tanta voglia e una sola classe: quella del Re della Champions, Cristiano Ronaldo, che ristabilisce i confini del suo territorio di comando. Quel cinque con la mano (5 Champions vinte in carriera) sventolato ai cronisti nel post del Wanda Metropolitano aveva dato un’idea diversa: una sorta di abdicazione, un gesto di arroganza eccessivo, una reazione rosicona per un fallimento incombente. E invece, anche qui, niente di tutto questo, perché quel gesto voleva rimarcare la memoria ai naviganti e soprattutto perché CR7 conosce se stesso e la Champions come nessun altro. Due capocciate e un rigore chirurgico, una tripletta, un’altra, l’ennesima di una competizione in cui è il primo in ogni classifica speciale (tranne quella dei gol di sinistro, ma con Messi di mezzo ci può stare). Tre reti e tutti a casa. La loro, perché questa Champions al momento non è ancora persa ed è roba sua, anzi, meglio dire loro: di Allegri e di CR7, la coppia d’assi che ha saputo rivitalizzare il calcio italiano in una serata di marzo. Lirica, prosa e tanta forza, quindi. La forza di due leader che sanno governare i fatti e fare accadere le cose che dicono. Non tutto, ma abbastanza per immaginare la finale di Madrid, sorteggio permettendo.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy