Champions, senza paura ma con umiltà

Champions, senza paura ma con umiltà

Di Stefano Impallomeni. Gli impegni di Champions sono di altissima difficoltà, ma Juventus e Roma devono crederci. Ritrovarsi di fronte due colossi come Real e Barcellona inorgoglisce e stimola.

di Stefano Impallomeni

Sono due incroci pericolosi dove servirà la massima attenzione, perché come si dice spesso la Champions è la coppa dei dettagli, dove nulla sfugge e tutto si può prendere. Gli impegni sono di altissima difficoltà, praticamente due montagne da scalare, ma bisogna crederci senza paura e con umiltà. Arrivare fin qui e trovarsi di fronte due colossi come Real e Barcellona inorgoglisce, stimola, fa triplicare le forze e le motivazioni. In Europa, a volte, i valori possono eguagliarsi e assottigliarsi, anche se quando hai di fronte Cristiano Ronaldo e Messi hai poco da sperare.

Juventus, il miglior attacco stavolta è la difesa

Siamo ai quarti, ma per quanto riguarda la Juve siamo al replay, seppur distribuito nei 180’, della finale di Cardiff, in cui i bianconeri hanno lasciato ogni speranza nel secondo tempo dove le distrazioni juventine e le accelerazioni madridiste hanno decretato una vittoria rotonda e meritata. Allegri dichiara che il Real è il grande favorito per la conquista di questa Champions, che per gli spagnoli sarebbe la tredicesima, una cosa pazzesca. Opinione condivisibile, ma non per questo non bisognerà cercare l’impresa.

Già, e allora come farcela? Come e con chi mettere in imbarazzo il Real delle molte soluzioni offensive e dei cambi di marcia irresistibili? La partita d’andata sarà determinante soltanto se la Juve riuscirà a non concedere reti a CR7 e compagni. Vincere con un gol di scarto, senza subire alcunchè, potrebbe essere un sorta di vidimazione per il passaggio alle semifinali perché il Real paradossalmente concede di più in casa dove abitualmente subisce almeno una rete. Si giocherà l’andata senza Benatia e Pjanic, due assenze pesantissime per dinamismo e fosforo. Allegri è indeciso se schierare Marchisio o Bentancur (favorito) a centrocampo, e Rugani o Barzagli (favorito) in difesa.

Al di là di chi sceglierà, sarà fondamentale il comportamento degli attaccanti o degli esterni in fase di non possesso per consentire di non “allargare” le distanze a centrocampo, dove Kroos, Modric e Casemiro, se lasciati troppo liberi, potrebbero governare con potenza e tecnica a tratti incontrastabili. Dalle partite difensive, e non offensive, di Higuain, Dybala e Douglas Costa dipenderà il 60% della qualificazione bianconera. Intensità, voglia sì, ma attenzione agli equilibri. Se la Juve non farà la necessaria densità in mezzo al campo, saranno dolori. Per dirla alla Allegri, il “casino organizzato” sin dall’inizio. Cuadrado e Mandzukic altre pedine da non sottovalutare in corso d’opera.

La Roma deve provare a segnare…

Se per la Juve, già allineata e abituata all’élite europea, sarà una montagna da scalare, figuriamoci cosa sarà per la Roma, che inizierà il suo doppio confronto al Camp Nou, a casa Messi, non in eccellenti condizioni fisiche ma capace ugualmente in due minuti di salvare il Barcellona a Siviglia. Dove la formazione di Valverde avrebbe meritato di perdere in goleada, se Muriel, Vazquez e Navas non avessero sciupato almeno 10 occasioni pulite per andare sul 3-0 in uno dei secondi tempi più pazzi della storia della Liga. Detto questo, il calcio non sempre concede repliche e lo stesso tipo di partita.

Quella del “Camp Nou” sarà un’altra storia, un’altra partita. Un po’ perché il Barcellona in casa sa essere ancora più sicuro di sé, un po’ perché la Roma non avrà disposizione il suo Under, l’unico a offrire strappi e velocità nei 40-50 metri. Di Francesco ha ragione: inutile snaturarsi e rinchiudersi troppo. Attenzione sì, ma senza rinunciare a giocare, provando a segnare visto che il Barcellona non è al top. A Siviglia la squadra di Valverde ha subito due reti, tante quante ne aveva prese in tutta la Champions. Un indizio, non ancora una prova.

…puntando a chiudere Messi e a ripartire

I blaugrana sono naturalmente favoriti, ma non bisognerà pensare di aver già perso, immaginando il peggio. Il piano gara sarà fondamentale. Sergi Roberto, il terzino destro, sembra essere il punto debole degli avversari. Occorrerà rinforzare tutta la fascia sinistra della Roma, sia in fase difensiva che offensiva. Messi è solito muoversi tra il centro e il centro-destra. Schierare Juan Jesus con Kolarov e Perotti, tutti e tre in campo dal primo minuto, potrebbe rappresentare una soluzione in entrambi i casi, anche per arginare la velocità di Dembelè, se dovesse essere schierato subito. Limitare il più possibile Messi (Jesus più i raddoppi dei centrocampisti) e attaccare Sergi Roberto in fase di costruzione del gioco blaugrana potrebbe aiutare a “restare” il più possibile in partita. Aprire spazi, avere campo per provare a sorprendere il Barca in contropiede è una delle opzioni su cui puntare.

La Roma in Europa sa essere competitiva, quando vuole. È arrivata prima nel suo girone davanti a Chelsea e Atletico Madrid, ha eliminato lo Shakhtar. Il suo percorso europeo non è stato banale. Affrontare il Barcellona come se fosse una finale potrebbe darle uno slancio ulteriore. Viverla con leggerezza, senza assilli e con la dovuta cautela aiuterà ancor di più. Senza paura, quindi, ma con umiltà. Contro Messi sarà durissima, non impossibile.

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