Caso Malcom, il fair play va in Barça

Caso Malcom, il fair play va in Barça

Di Stefano Impallomeni. È facile da spiegare, complicato da capire e difficile da accettare. L’arrivo di Malcom al Barcellona ha mostrato un volto inedito, il più brutto e antisportivo, del club catalano.

di Stefano Impallomeni

È facile da spiegare, complicato da capire e, aggiungerei, difficile da accettare. Monchi ha detto la sua sulla vicenda, spiegando come siano andate le cose. Il Direttore Sportivo della Roma ha fatto bene a chiarire. Nessuna colpa, assolutamente, e da parte sua e del club giallorosso soltanto correttezza. Malcom al Barcellona è una delle più grandi schifezze di questo calciomercato. Non c’è parzialità nelle dichiarazioni di Monchi, da cui emerge soltanto la verità dei fatti.

IL CASO – Il giovane brasiliano era praticamente un calciatore della Roma, con il Bordeaux, suo ex club di appartenenza, d’accordo. Mancavano le firme, ma era già tutto stabilito. Decisivi i tweet rispettivi di “annuncio”, voluti dal club francese e subìti dalla Roma, che hanno preparato l’offensiva del Barcellona che poi ha chiuso l’affare. Non è quindi un problema economico ad aver fatto saltare l’acquisto (offerta più o meno simile e stesso ingaggio al calciatore), ma una scelta condivisa di calciatore e club francese di andare in Spagna. La Roma, insomma, è stata utilizzata, presa in giro e poi abbandonata quando era stato fatto quasi tutto. Un fatto grave, molto brutto per modalità e comportamento.

CORRETTEZZA – Malcom, Bordeaux e Barcellona, zero fair play, si sono superati. Un florilegio di brutture e bugie, e forse qualcosa di losco già prestabilito. Per carità, qui soltanto ipotesi, ma restano la scorrettezza, la mancanza di etica e del rispetto degli accordi. Qui c’è tutto il negativo di una storia che meritava un commento e che forse ci dirà chi sarà veramente Malcom. È vero che senza firme si poteva immaginare qualsiasi scenario, ma sfugge la logica di cambiare rotta in maniera repentina dopo aver stabilito altro. Gli affari non si fanno soltanto con una penna in mano, ma anche stringendosi la mano, dandosi la parola e seguendo un iter condiviso tra gentleman. È stata una parentesi vergognosa. E definirla con i soliti “nel calcio funziona così”, “è una giungla”, etc. è altresì stucchevole.

VALORI – E allora diciamo così: nella “giungla”, anche nella “giungla”, ci sono codici comportamentali da tenere; accordi, persone e club da rispettare. Monchi non ha alcuna colpa, nel modo più assoluto e si è comportato da grande professionista. Sugli altri attori della vicenda, invece, stendiamo un velo pietoso, soprattutto su quel Barcellona tanto decantato come distributore di valori dello sport, di un sentimento unico da trasmettere al mondo. Questo Barcellona ha mostrato un volto inedito, il più brutto e antisportivo della storia. Andare a disturbare un avversario così… Mah.. Da oggi, sarà un club come un altro, anzi meno che un club. Malcom era un calciatore della Roma e il Barcellona non si capisce perché abbia agito in questo modo. Che Malcom sia il nuovo Messi e noi non lo sappiamo?

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