5 ris…POST…e al campionato

5 ris…POST…e al campionato

Di Stefano Impallomeni. Il campionato lascia in eredità dubbi, interrogativi e curiosità. Ecco le risposte ai quesiti che ha regalato la diciannovesima giornata di Serie A.

di Stefano Impallomeni

VAR

VAR

VAR a singhiozzo: c’è chi la usa spessissimo e chi invece…se la dimentica. Rispetto allo scorso anno il nuovo protocollo ha solo creato problemi?

Non c’è pace con la VAR, ma vogliamo credere ancora alla buona fede di chi la utilizza o non lo fa, in base a scelte a volte discutibili e quanto mai stravaganti, protocollo incluso. Il  “chiaro e evidente errore” introdotto quest’anno si è trasformato in un boomerang bello e buono e ogni settimana decreta vittime e carnefici, in una sequenza perversa di polemiche che sembrano ineludibili. Il motivo è semplice e per ridurla volgarmente, senza particolari e necessari  approfondimenti, ancora ci riesce difficile capire il perché alcuni episodi vengono visti, analizzati, e altri ignorati, o meglio ritenuti non degni di nota. Senza fare classifiche speciali, l’ultima giornata ci ha regalato fatti pieni di VAR. A Torino si controlla e si fa bene, a Roma un po’ meno. Va bene Belotti, ma Acerbi? Non solo, a Parma Dzeko atterrato? E i tocchi di mano? Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le interpretazioni. Volontari, involontari, braccia allargate o attaccate al corpo… Punti di vista di VAR e via con la solita scia di dubbi. Quei dubbi che con la VAR restano, a un anno di distanza dalla sua introduzione, voluta con rullo di tamburi. A volte la sensazione è che ci siano due pesi e due misure. Ripetiamo, crediamo alla buona fede, sono soltanto sensazioni. Anche se è sempre più evidente il rischio di una VAR a orologeria, con corollari vari di lamentela di turno a chi subisce il torto.

L’effetto è spesso simile: sembra che si inneschi una sorta di bonus o malus a seconda di chi è stato maggiormente danneggiato, e poi via,  si ricomincia. No, non crediamo che così le cose vadano meglio, non funziona così la VAR e si potrebbe e dovrebbe fare meglio. Sul protocollo siamo ormai ai cavilli, al chiaro ed evidente disagio cronico, ai dettagli dei dettagli, alle attese delle attese prima della sentenza della prima sentenza. Troppa dilatazione, differibilità, troppo caos. Serve altro, insomma. E sarebbe auspicabile soprattutto evitare la stucchevole riparazione/compensazione bonus-malus delle lamentele, perché così facendo la VAR non fa mai una differenza equa. Toglie e dà, compensa i torti ricevuti o viceversa, concede i vantaggi scaturiti dalle scelte o non scelte dell’uso tecnologico del mezzo.  Noi siamo a favore, ma non in questo modo. Dopo un anno speravamo in un miglior assestamento, in un uso più maturo e disinvolto di questa novità che va difesa ma corretta. Ogni domenica ce n’è una e non è un bene, ma un problema serio. Evitiamo i sospetti, aiutandoci a capire meglio come uscirne, sennò i dubbi resteranno sempre e la VAR così diventerebbe una Caienna.

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