5 ris…POST…e alla Nazionale

5 ris…POST…e alla Nazionale

Di Stefano Impallomeni. La partita contro l’Ucraina lascia in eredità dubbi e interrogativi. Ecco le risposte ai quesiti che ha regalato il match della squadra di Mancini contro quella di Shevchenko.

di Stefano Impallomeni

CRISI ITALIA

italia svezia

Un anno senza vincere in partite ufficiali. Semplice (per quanto lungo) momento di appannamento o specchio fedele della crisi del nostro calcio?

Un anno senza vincere, esclusa l’amichevole con l’Arabia Saudita, giorno dell’esordio azzurro del Mancio. Il pareggio contro l’Ucraina certifica un rendimento deludente che parte da lontano. Se non è il crepuscolo degli dei, poco ci manca. Non si ricorda un momento così complicato e controverso della nostra nazionale, incapace di riprendersi con efficacia dopo il mondiale vinto nel 2006. Era lì probabilmente che avremmo dovuto cercare altre vie, avendo il coraggio di congedare i più forti, una generazione di calciatori eccezionali. I mondiali del 2010 e del 2014 erano state testimonianze di cosa e di come si sarebbe dovuto ricostruire. L’eliminazione dagli ultimi mondiali è stato il fondo di una curva parabolica che non sappiamo più correggere. Mancini le sta provando tutte. È cosciente che da questa ricerca profonda (43 calciatori convocati) e, a tratti, molto difficile e non premiante nell’immediato, possa e debba uscire qualcosa che resti non solo per Euro 2020 ma per il futuro. Ora, allo stato attuale, la nostra nazionale è fragile. Non si vince una partita in casa dalla sfida del settembre scorso contro Israele e in assoluto in una partita ufficiale dall’ottobre scorso, quando faticosamente avemmo ragione dell’Albania. Prima di fare critiche diffuse, e di prendersela con Mancini, dobbiamo considerare il nostro stato generale che è davvero triste e umiliante per la nostra recente storia.

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