Tifosi, violenza verbale e responsabilità oggettiva

Tifosi, violenza verbale e responsabilità oggettiva

Di Francesco Paolo Traisci. Il comunicato ufficiale n. 115 del giudice sportivo, emesso in seguito alle gare della diciottesima giornata del girone di andata, appena terminata, è un bollettino di guerra. E prevede sanzioni anche alle società per i comportamenti dei tifosi…

di Francesco Paolo Traisci

Il comunicato ufficiale n. 115 del giudice sportivo, emesso in seguito alle gare della diciottesima giornata del girone di andata, appena terminata, è un bollettino di guerra.

Cosa ha disposto il Giudice Sportivo per il lancio di fumogeni?

Dopo aver omologato i risultati sul campo il Giudice sportivo della Serie A, Cesare Mastrocola, passa a bastonare le squadre per i comportamenti illeciti dei rispettivi tifosi. Prima però la carota. Il giudice ha infatti comunicato di non aver sanzionato Atalanta, Bologna, Fiorentina, Frosinone, Juventus, Inter, Milan e Sampdoria per l’uso fatto da parte dei rispettivi tifosi di materiale pirotecnico nei propri settori. Ciò in virtù della scriminante prevista nell’art. 13 comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva, che afferma che la società non risponde dei comportamenti illeciti dei propri tifosi quando congiuntamente concorrono 3 delle circostanze previste; in particolare quando la società ha adottato corrette misure di prevenzione di quei comportamenti; ha poi collaborato attivamente con le forze dell’ordine e con le autorità di pubblica sicurezza per l’adozione di adeguate misure di prevenzione e al momento del fatto ha agito tempestivamente per rimuovere gli striscioni offensivi e per far cessare i cori discriminatori. Della serie “è Natale, siamo tutti buoni”. Poi però arriva il bastone…  Se per l’uso del materiale pirotecnico le tifoserie ed i rispettivi club sono stati perdonati, pagano invece, in virtù della responsabilità oggettiva, quei club i cui tifosi i fumogeni li hanno lanciati ai tifosi avversari (Juventus, 10.000 Euro di sanzione pecuniaria, perché recidiva) o in campo (Bologna, 5.000 euro, con l’attenuante di una corretta cooperazione con le forze dell’ordine) e l’Atalanta (3.000 euro con identica attenuante).

E per i cori di San Siro?

Molto più severo il giudice per i cori razzisti e di discriminazione territoriale, dei tifosi interisti nei confronti di Koulibaly i primi e del Napoli e dei suoi tifosi i secondi, e per gli striscioni offensivi. Il tutto punito con una sanzione cumulativa di 2 gare a porte chiuse più una terza con il 2° anello chiuso agli spettatori. Una sanzione pesantissima e cumulativa, in quanto l’art. 11 del Codice di Giustizia Sportiva accomuna infatti tutti i tipi di messaggi e comportamenti discriminatori, siano questi orali (cori) o scritti (striscioni), con offese riguardanti la razza, il colore della pelle, la religione, la lingua, il sesso, la nazionalità, l’origine etnica e territoriale. In più è stata negata la sospensiva proprio in considerazione della gravità dei fatti (art. 16, comma 2). Forse se l’arbitro avesse, come molti hanno ritenuto che avrebbe dovuto, sospeso il match non si sarebbe arrivati a tanto, ma alla fine questo è il risultato e difficilmente, ammesso che voglia chiederlo, l’Inter otterrà uno sconto in appello. 

Squalifiche anche per calciatori e allenatori…

E non finisce qui: anche due giornate ai due giocatori del Napoli espulsi. Pena simile ma motivazioni diverse: se le due giornate a Insigne sono entrambe per l’insulto all’arbitro, quelle a Koulibaly sono una perché era in diffida (e quindi per il giallo) ed una per l’applauso ironico all’arbitro (ritenuto, in questo caso, irriguardoso dallo stesso direttore di gara). Dietro la lavagna anche Massimiliano Allegri, multato di 10.000 Euro per le “valutazioni insinuanti” espresse a fine gara nei confronti dei collaboratori della procura federale. Della serie…troppa ironia fa male!

La responsabilità oggettiva, una norma da modificare?

Pugno duro per gli atti di violenza verbale dei tifosi, ma a pagare sono le società in virtù di quella responsabilità oggettiva sancita dall’art. 4 del codice di giustizia sportiva FICG, da molti ormai ritenuto da modificare. Una modifica che in parte è stata anche avanzata dagli organi di giustizia quando applicano, come in alcuni dei provvedimenti contenuti nel Comunicato 115, ma che dovrà essere ben ponderata essendo tuttora necessario responsabilizzare le società per quanto avviene all’interno dello stadio e nelle sue immediate vicinanze. Con tifosi che spesso non si contentano delle violenze verbali, ma si danno addirittura appuntamento per scatenarsi con aggressioni e atti di pura violenza. Violenza fisica che non bisogna in nessun modo far passare in secondo piano. Per questo, al di là del giudice sportivo che (per ora) si è occupato dei fatti avvenuti in campo e sugli spalti), gli episodi di violenza come quello di Milano debbono essere trattati con la massima attenzione ed i responsabili puniti con severità anche dalla giustizia penale. 

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